Scene sonore

Provate a immaginare 2001 Odissea nello spazio senza musica. Sarebbe la stessa cosa? La musica “applicata” arricchisce ogni giorno la nostra esperienza estetica, anche al di fuori del mondo artistico. A tal punto che non riusciamo a immaginare un giorno della nostra vita senza il suo commento musicale. Scene sonore nasce per sondare i rapporti che le altre arti instaurano con le idee dei compositori, il lavoro del musicista e quello di coloro che devono utilizzare il suo talento (registi, coreografi, videomaker, etc.) per creare qualcosa di nuovo.

 

 

Scene sonore: intervista con Marco Donnarumma

Marco DonnarummaIl palco di Scene Sonore ospite Marco Donnarumma, artista e ricercatore che da diversi anni si occupa di arti performative, dando una grande rilevanza al ruolo del suono sulla scena. Ma i suoni che interessano Donnarumma non appartengono soltanto al mondo della musica in sè, che sia classica o elettronica, quanto del corpo sulla scena e, per estensione, della società che vi si raccoglie intorno. Quale rapporto possiamo avere con le nuove tecnologie? In che modo l’arte può contrastare lo sviluppo attuale del capitalismo tecnologico, aprendo nuovi orizzonti sensibili all’esperienza umana? Continua a leggere

 

Scene sonore: il monodramma contemporaneo

The Raven E’ indubbio che, negli ultimi anni, i compositori giapponesi stanno segnando alcuni punti rilevanti sul piano della realizzazione di attente e oniriche partiture musicali per la scena, non soltanto teatrale. The Raven, per esempio, ha fatto la sua apparizione quest’anno al Teatro di Bolzano. Toshio Hosokawa ha lavorato sulla celebre poesia di Edgar Allan Poe immergendo i temi notturni e sepolcrali dello scrittore americano in un’atmosfera da teatro nō. Una scelta plausibile, dato che il corvo appartiene al regno soprannaturale da cui trae ispirazione il monodramma per orchestra e voce femminile (il mezzosoprano Abigail Fischer). Continua a leggere

 

Scene sonore: intervista con Apotropia

Apotropia è un duo artistico (Antonella Mignone e Cristiano Panepuccia) che incrocia da anni e con successo la danza e la musica elettronica, il video e la performance in un mix ogni volta unico e coinvolgente. Dopo avere diffuso il loro stile attraverso molti videoset e festival in giro per il mondo (Japan Media Arts Festival, The National Art Center, Ars Electronica, FILE – Electronic Language International Festival, WRO Media Art Biennale, FutureFest Art Prize, ART.FAIR, Noisefloor Festival e molti altri), approdano anche sulle pagine di Nomos Alpha. Come sempre, noi siamo attenti alle “scene sonore” che ci circondano, specialmente se mostrano di elaborare incroci fertili con le altre arti, come in questo caso. Continua a leggere

 

Oscure variazioni su Twin Peaks

Xiu XiuA volte il cinema segue la musica, non il contrario. David Lynch si prepara a invadere, per la seconda volta, i canali televisivi con la terza stagione del serial Twin Peaks, prevista per l’anno prossimo, ma non contento di ciò ha deciso di commissionare alla band californiana Xiu Xiu una nuova “versione” della colonna sonora. Non si tratta, comunque, della musica ufficiale della serie quanto di una sorta di “variazione” rock sperimentale della musica del TV serial originale. Un segno che, ormai, Twin Peaks è più un simbolo che un semplice telefilm, per quanto famoso? Continua a leggere

 

MiTo Settembre musica danza con Mahler

PlatelSi racconta che la morte di Gustav Mahler (1911) sia stata uno shock per i compositori del suo tempo, per esempio Richard Strauss. Nonostante fosse stato il suo avversario per anni, Strauss decise di onorare la memoria di Mahler dirigendo a Berlino la Terza Sinfonia, e si potrebbe intravedere un omaggio mahleriano anche in alcune parti del poema sinfonico Zarathustra. Tenuto in grande conto da Schoenberg (il suo Trattato di armonia è dedicato al Maestro) e dalla cerchia dei suoi allievi, Mahler ha avuto il merito di favorire la trasformazione dell’idea stessa di musica orchestrale: al contrario dell’orchestra romantica, quella di Mahler suona per timbri netti e distinti, fuggendo la confusione – l’agglomerato sonoro- e aprendo, in questo modo, la via alla nuova musica. Continua a leggere

 

Scene sonore: intervista con Yuval Avital

Yuval AvitalHa da poco portato sulle scene Fuga Perpetua (Brighton Festival), un altro importante capitolo della sua opera audiosonora. In quest’intervista proviamo a raccontarvi Yuval Avital, uno dei compositori più coinvolgenti e prolifici degli ultimi anni: gli studi prima classici e poi jazz, gli inizi della sua carriera, le idee che ha maturato a diretto contatto con realtà sociali e politiche difficili ma fondative, il modo in cui da una partitura può nascere un intero spettacolo coordinato da un’attenta drammaturgia sonora. Le composizioni di Yuval Avital sono anche opere d’arte totali che fondono linguaggi diversi e che recano in sé il segno dei tempi. Questa è l’intervista esclusiva che gli ha abbiamo fatto alla Triennale di Milano Continua a leggere

 

Scene sonore: Brian Eno a Roma

Brian Eno - Light FlowersMentre esce il suo nuovo album The Ship, Brian Eno presenta anche un nuovo progetto audiovisivo nel segno della Light music. Scene sonore ha captato alcune onde di rilievo che appartengono, ormai, alla storia del minimalismo: fluidità, lentezza, evoluzione, natura, arte. Tra Steve Reich, Terry Riley, Philip Glass e altri compositori del movimento- tra i quali Eno svolge un ruolo importante da tutti i punti di vista, non soltanto musicale-, si può dire che oggi si chiude il grande cerchio del suono inteso come loop infinito che abbraccia non soltanto una sala da concerto, ma il cosmo. Continua a leggere

 

L’ultimo atto di David Bowie: Lazarus

David Bowie“L’ultima volta che l’ho visto” ha dichiarato durante un’intervista “è stato il 7 dicembre 2015, la sera della première a New York. Era fragile, aveva avuto uno svenimento dietro le quinte, ma mi ha detto: Vedrai, dopo questa pièce ne faremo un’altra”. La voce è quella di Ivo van Hove, il noto regista teatrale oggi a capo del Toneelgroep di Amsterdam e regista di Lazarus, l’opera musicale che David Bowie ha voluto realizzare prima di morire. Secondo quanto afferma van Hove, questo progetto sarebbe stato anche un tentativo di esorcizzare la morte ormai imminente. Ma di cosa si tratta? Come si sono conosciuti il regista dei Damnès (tratto da Visconti) e il Duca Bianco? Continua a leggere

 

Maud Le Pladec: prove di democrazia sonora

DemocracyMaud Le Pladec è una danzatrice e coreografa che ha stabilito con la musica di scena un rapporto particolare. Fin dal lontano 1999, l’anno in cui frequenta il Centre Chorégraphique di Montpellier, diretto da Mathilde Monnier, la sua concezione della danza non è centrata soltanto sul corpo del ballerino o del performer ma sugli eventi sonori che lo coinvolgono. Studia a Vienna, partecipando al DanceWEB Scholarshhip Program, e diventa una performer al servizio di coreografi come Takiko Iwabuchi, lo svizzero Guillermo Bothello, Patricia Kuypers, Bojana Mladenovic e il serbo Dusan Muric. Il suo primo pezzo da solista, Maud le Pladec lo crea dopo un soggiorno a Tokyo, un’esperienza che non rimane isolata visto che il desiderio di fare danza, espandendo i confini del suo talento creativo, la porterà a fondare il collettivo Leclubdes5. Continua a leggere

 

Il leone danzante di Anne Teresa de Keersmaeker

violin_phaseIl primo appuntamento della rubrica è un omaggio alla coreografa Anne Teresa de Keersmaeker, premiata alla Biennale Danza di Venezia con il Leone d’oro alla carriera: i primi passi negli anni Ottanta, all’insegna del minimalismo, la ricerca legata al lavoro della compagnia Rosas, la scoperta dei compositori più innovativi per rompere l’egemonia del pas de deux. Dopo un periodo politico, dedicato a contestare le strutture sociali e a rivendicare le differenze di genere, de Keersmaeker è tornata a quella che considera la sua vera partner, la musica: Monteverdi, Bartòk, Schoenberg…Ormai in prima fila c’è il suono. Continua a leggere

 

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