GRANDI INTERPRETI

Mitsuko Uchida in tournée: adorabile Schubert

Mitsuko UchidaQualche anno fa, la rivista International piano dedicò la cover story a Mitsuko Uchida. Durante l’intervista esclusiva emersero con evidenza almeno due cose: la riservatezza a proposito della sua vita privata e l’amore incondizionato per Franz Schubert. In particolar modo, quando Jeremy Nicholas le chiese dell’influenza della grande “musica viennese” sul suo repertorio, la pianista ci tenne a precisare che Mozart è nato a Salisburgo e Beethoven era di Bonn. Non esistendo una vera “scuola viennese”, non rimane che Schubert. L’affinità di Mitsuko Uchida con le sonate di Schubert, in effetti, è un fatto ormai ben noto nel mondo della musica classica. Perciò non può sorprendere se anche il recital 2017 della pianista è dedicato interamente ai capolavori schubertiani. Continua a leggere

 

Mischa Maisky sulle tracce di Dvořák

Mischa MaiskyMischa Maisky, lo sanno tutti, è il re del violoncello. Difficile non pensare a lui come ad un sovrano dello strumento, lui che è stato l’allievo prodigio di Rostropovich e del leggendario Gregor Piatigorsky. La leggenda era ancora molto lontana, comunque, a metà degli Sessanta quando il giovane Mischa preparava il suo debutto con la Leningrad Philharmonic. Allora si disse che Maisky sarebbe diventato il nuovo astro del violoncello. Sulla sua figura di outsider ha senz’altro avuto un certo peso morale la personalità di Rostropovich, una figura legata alla libertà artistica e alle sue responsabilità come poche altre. Continua a leggere

 

Grandi interpreti: Suyoen Kim

Suyoen KimE’ probabile che Karl Amadeus Hartmann (1905-1963) sarà per sempre grato alla violinista Suyoen Kim per avere diffuso le sue opere oltre i confini del tempo. Un’epoca ingrata, quella di Hartmann: fuggito dal regime nazista, si era formato alla scuola di Hermann Scherchen e di Joseph Haas, alimentando un interesse personale per il neclassicismo. Ma la sua personalità forte e, forse, romantica gli impediva di scegliere, semplicemente, il passato contro il presente. Il dialogo del compositore con Schoenberg e i suoi allievi, in particolar modo Webern, non è meno significativo del suo interesse storico per la musica tonale. Simile a Brahms da questo punto di vista, forse, ma privo della sua tormentata nostalgia. Continua a leggere

 

Maria João Pires per Unione musicale

Maria João Pires Per una volta, mettiamo da parte l’interprete – la ritroveremo alla fine dell’articolo- e concentriamoci sul programma, quanto meno eloquente, che Maria João Pires proporrà il prossimo mese per l’Unione Musicale (Auditorium Rai “Arturo Toscanini”). Mozart (Sonata in mi bemolle maggiore K. 282 e Sonata in si bemolle maggiore K. 333), Schubert (Sonata in si bemolle maggiore D. 960). Due fari della musica, direte voi. Sì, ma come pensare questo accostamento? Un centro diffusore attorno al quale queste composizioni possono godere di nuova luce è, probabilmente, la storia della forma sonata: la sua evoluzione o, secondo alcuni pareri, la sua inevitabile disgregazione. Non sembra, ma c’è un sotto testo drammatico in questa storia. Continua a leggere

 

Un anno di passione per Steven Isserlis

Steven IsserlisIn un’epoca come la nostra, assediata dal culto dell’apparenza, il violoncellista britannico Steven Isserlis sembra coltivare l’antica arte della saggezza. Ama suonare nei concerti tradizionali, dove al centro c’è la musica. La musica, per lui, deve arrivare direttamente al pubblico, anche a quello più giovane e “ingenuo”: per questo motivo, qualche anno fa ha pubblicato un libro per bambini sul significato della musica. Continua a leggere

 

Ian Bostridge e il canone schubertiano

IanBostridgeIn uno studio dedicato al canto romantico, Roland Barthes rifletteva sul fatto che con il Lied anche la tradizionale gerarchia delle voci, tipica del teatro musicale fino al Settecento e dell’opera lirica in particolare, viene meno e si afferma la piena individualità della voce. Una voce unica, intima, naturale e votata, spesso, alla solitudine e alla nostalgia. Da Schubert fino ai Gurrelieder di Schoenberg, è quest’ultima voce che abbiamo imparato a riconoscere come “romantica”. Continua a leggere