CONTEMPORANEA

Strasburgo: specchi del contemporaneo

Isabelle Faust

(photo: Felix Broede)

Quest’anno il festival Musica di Strasburgo incrocia il suono dell’oratorio pop-rock di Frank Zappa (il celebre 200 Motels – The Suites) con il “teatro liturgico” di K. Stockhausen (Luzifers Abschied) e la scoperta di nuovi talenti musicali che non mancano mai dalle parti della composition academy diretta da Philippe Manoury. Quest’anno, inoltre, ad affiancare Manoury c’è Luca Francesconi. Percorsi molto diversi, ma per un pubblico sempre più variegato e, probabilmente, poco disposto a compromessi di cui, invece, le scene italiane restano piene. Complice la situazione politica non certo felice dal punto di vista culturale. Anche quest’anno, naturalmente, il festival si colorerà del talento di molti ensemble e orchestre come Les Métaboles, Orchestre National des Pays de la Loire, Quatuor Diotima, Talea ensemble, Decoder ensemble. Senza dimenticare la presenza di interpreti del calibro di Tabea Zimmermann (alto) e Isabelle Faust (foto). Per info e dettagli

 

Milano Musica: partita con György Kurtág

gyorgy kurtagAffresco sonoro per Kurtág con la complicità speciale di Samuel Beckett. Alludiamo a Samuel Beckett: Fin de partie di Kurtág che andrà in scena quest’inverno (15 novembre) al Teatro alla Scala in coproduzione con De Nationale Opera (Amsterdam). György Kurtág. Ascoltando Beckett è il progetto che Milano Musica dedica al grande compositore ungherese, un lungo e articolato percorso che si sviluppa in ventidue concerti/spettacoli, oltre agli incontri di approfondimento. Tre linee principali su cui si articola il programma: le conversazioni di Kurtág con i grandi compositori del passato (Schubert) e con alcuni protagonisti del Novecento: Bartók, Stravinskij, Ligeti, Castiglioni; le tematiche della modernità; le risonanze che il pensiero beckettiano ha provocato nell’immaginario di alcuni compositori odierni tra cui Pascal Dusapin, Riccardo Nova e Daniele Ghisi. Per informazioni

 

Le mutazioni di Ryoji Ikeda al Centre Pompidou

Maestro indiscusso della minimal-techno music, Ryoji Ikeda non si stanca mai di destrutturare gli ambienti e i suoni che circondano la nostra vita. La musica nelle performance di Ikeda sembra uscire dalle frenetiche griglie di dati e di algoritmi oggi onnipresenti sul pianeta, indicando una mutazione precisa: il suono non appartiene più soltanto al soggetto umano ma ad una più ampia estetica delle macchine. La differenza con il futurismo italiano? A differenza dell’entusiasmo di Marinetti & Co., nessuno sa con certezza, questa volta, se si tratta di un progresso per l’umanità. Viviamo immersi nei dati, perciò è normale che questi diventino a loro volta arte, estetica, cinetica, percezione dello spazio circostante. Datamatics. Si potrà attraversare e ascoltare liberamente la nuova installazione di Ikeda Continuum (abbinato alla mostra Coder le monde nell’ambito del panel espositivo Mutations/Créations) fino al 27 agosto, in uno spazio ampiamente “ricodificato” dall’estetica dei pattern sonori per cui Ikeda è giustamente famoso. Per informazioni

 

Vicki Chow: in memoriam Sinatra

Vicki Chow Vicki Chow è una delle pianiste più in vista della neoavanguardia americana, sempre presente a fianco dei suoi colleghi e amici del Bang on a can ensemble, una formazione storica che ha dato vita ad una delle scene musicali più fertili del pianeta. Come interprete di alcuni tra i più importanti compositori di musica contemporanea, Chow si è distinta per le sue interpretazioni di John Cage, Steve Reich, Michael Gordon, Tristan Perish e molti altri. Spirito libero e ribelle ma capace anche di momenti contemplativi, Vicki Chow ha pubblicato quest’anno per Cantaloupe Music la Sonatra di Michael Gordon, un brano di discreta difficoltà esecutiva che richiama da vicino altre composizioni del compositore. Il titolo non lascia spazio a molti dubbi: la dedica implicita è rivolta al ricordo che Gordon conserva di ‘the Voice’. Il compositore ha affermato: “I did finally write this piano piece and I called it Sonatra, less as a tribute to Frank than as an acknowledgment that what I am aiming for is somewhere between sonata and Sinatra” (dalle note al CD). Per informazioni

 

Berio/Maderna: dialogo con la musica antica

Berio-MadernaTrascrizioni orchestrali dalla musica di Girolamo Frescobaldi, Giovanni Legrenzi, Tommaso Ludovico da Viadana, Giovanni Gabrieli…Bruno Maderna e la musica antica, una passione controcorrente che- come nel caso degli amici Luciano Berio (l’album ECM include anche Chemins V) e Luigi Nono– ha segnato la vita del compositore e direttore d’orchestra meno allineato (per non dire assoggettato) del Novecento italiano. Quelli qui proposti sono brani dove si respira sì l’antico, ma riletto attraverso la lente d’ingrandimento di un grande interprete. Età barocca e nuova età delle macchine a confronto, per passione e per gioco, in un grande album realizzato grazie alla perizia tecnica e interpretativa della RSI Orchestra (Orchestra della Svizzera Italiana) diretta da Dennis Russell Davies (Pablo Marquez, chitarra solista). Per informazioni

 

L’eredità di Debussy, dal timbro al suono

Claude DebussyNegli ultimi anni, l’analisi musicale ha fatto grandi passi in avanti ma l’aura di Claude Debussy è rimasta intatta. Il suo valore è sempre più legato a quella “storia plurale”, come la chiama Makis Solomos nella prefazione al volume Estétique de la sonorité di Didier Guigue (L’Harmattan), che lega diverse concezioni del suono alla musica di ricerca. La storia del timbro è anche quella dell’orchestrazione, da Beethoven a Webern, ma che cosa accade quando il timbro entra in una zona di risonanza con Schoenberg prima e Stockhausen in seguito? Oggi viviamo in una civiltà sonora che sembra privilegiare il suono più del timbro, dove la sonorità è diventata una materia da plasmare e, di conseguenza, da ascoltare come tale. Ciò avviene nella musica elettroacustica, elettronica, rap e nel free jazz. Didier Guigue analizza il ruolo che Debussy ha avuto all’interno della tradizione pianistica con un’attenzione notevole per le questioni legate alla sonorità, lungo l’intero e complesso asse del tardo Novecento, senza dimenticare compositori come Messiaen, Boulez, Lachenmann, Berio, Crumb. Per informazioni