CONTEMPORANEA

Vicki Chow: in memoriam Sinatra

Vicki Chow Vicki Chow è una delle pianiste più in vista della neoavanguardia americana, sempre presente a fianco dei suoi colleghi e amici del Bang on a can ensemble, una formazione storica che ha dato vita ad una delle scene musicali più fertili del pianeta. Come interprete di alcuni tra i più importanti compositori di musica contemporanea, Chow si è distinta per le sue interpretazioni di John Cage, Steve Reich, Michael Gordon, Tristan Perish e molti altri. Spirito libero e ribelle ma capace anche di momenti contemplativi, Vicki Chow ha pubblicato quest’anno per Cantaloupe Music la Sonatra di Michael Gordon, un brano di discreta difficoltà esecutiva che richiama da vicino altre composizioni del compositore. Il titolo non lascia spazio a molti dubbi: la dedica implicita è rivolta al ricordo che Gordon conserva di ‘the Voice’. Il compositore ha affermato: “I did finally write this piano piece and I called it Sonatra, less as a tribute to Frank than as an acknowledgment that what I am aiming for is somewhere between sonata and Sinatra” (dalle note al CD). Per informazioni

 

Berio/Maderna: dialogo con la musica antica

Berio-MadernaTrascrizioni orchestrali dalla musica di Girolamo Frescobaldi, Giovanni Legrenzi, Tommaso Ludovico da Viadana, Giovanni Gabrieli…Bruno Maderna e la musica antica, una passione controcorrente che- come nel caso degli amici Luciano Berio (l’album ECM include anche Chemins V) e Luigi Nono– ha segnato la vita del compositore e direttore d’orchestra meno allineato (per non dire assoggettato) del Novecento italiano. Quelli qui proposti sono brani dove si respira sì l’antico, ma riletto attraverso la lente d’ingrandimento di un grande interprete. Età barocca e nuova età delle macchine a confronto, per passione e per gioco, in un grande album realizzato grazie alla perizia tecnica e interpretativa della RSI Orchestra (Orchestra della Svizzera Italiana) diretta da Dennis Russell Davies (Pablo Marquez, chitarra solista). Per informazioni

 

L’eredità di Debussy, dal timbro al suono

Claude DebussyNegli ultimi anni, l’analisi musicale ha fatto grandi passi in avanti ma l’aura di Claude Debussy è rimasta intatta. Il suo valore è sempre più legato a quella “storia plurale”, come la chiama Makis Solomos nella prefazione al volume Estétique de la sonorité di Didier Guigue (L’Harmattan), che lega diverse concezioni del suono alla musica di ricerca. La storia del timbro è anche quella dell’orchestrazione, da Beethoven a Webern, ma che cosa accade quando il timbro entra in una zona di risonanza con Schoenberg prima e Stockhausen in seguito? Oggi viviamo in una civiltà sonora che sembra privilegiare il suono più del timbro, dove la sonorità è diventata una materia da plasmare e, di conseguenza, da ascoltare come tale. Ciò avviene nella musica elettroacustica, elettronica, rap e nel free jazz. Didier Guigue analizza il ruolo che Debussy ha avuto all’interno della tradizione pianistica con un’attenzione notevole per le questioni legate alla sonorità, lungo l’intero e complesso asse del tardo Novecento, senza dimenticare compositori come Messiaen, Boulez, Lachenmann, Berio, Crumb. Per informazioni