CONTEMPORANEA

Artissima Sound

Per celebrare i venticinque anni di febbrile attività Artissima affianca alle sue consuete sezioni (Main Section, Dialogue, New Entries, Art Editions & Multiples, Back to the Future, Present Future, Disegni) un nuovo progetto che porta il titolo – semplice ma emblematico- di Sound (a cura di Y. Chateingé e N. Ricciardi). Nel campo dell’arte contemporanea il suono svolge senza dubbio un ruolo importante anche se, forse, poco visibile per sua natura ed è, allora, giusnto il momento per ricordarne l’importanza. Ma quali sound artists ci saranno in questo progetto che ha per sede l’ormai consolidato stage delle OGR (Torino)? Meglio non svelare troppo, almeno in un caso del genere, trattandosi di una fiera dell’arte e non di un concerto. I nomi che ci sono giunti alle orecchie, comunque, non sono da poco: Christina Kubisch (foto), per esempio, e Charlemagne Palestine. Vi bastano per stimolare la vostra curiosità? Noi crediamo di sì. Informazioni sul sito di Artissima

 

Inner spaces: da Pierre Henry alle nuove identità elettroniche

Inner_SpacesLa musica elettronica, da qualche anno, ha cambiato forma e anche dimora. Si tratta del festival INNER_SPACES (presso l’Auditorium San Fedele, Milano) che anche quest’anno offre un panorama ricco di proposte sonore. Lunedì 22 ottobre il concerto di Richard Barbieri e di Robert Piotrowicz: Barbieri è una figura attiva sulla scena dell’improvvisazione elettroacustica ormai da diversi anni, co-fondatore insieme a Anna Zaradny dell’etichetta e del festival Musica Genera (un esempio, quindi, di come un sound artist può anche reinventarsi manager e promoter). Seguiranno a breve distanza le performance di Dorian Concept (Oliver Thomas Johnson) e Andrew Quinn (10 dicembre). Quinn è una presenza fissa del festival, ma questa volta lo troveremo alle prese con il progetto Continuo, dedicato a Pierre Henry, uno dei più controversi padri della musica concreta scomparso nel 2017: un’occasione per rendere omaggio a chi non si è mai stancato di registrare e di mixare il mondo. Un simbolo oltre che un artista. Per informazioni consultare il sito del festival

 

Jarrell/Racine: Berenice a l’Opéra national de Paris

Michael JarrellMichael Jarrell (foto) è un compositore che dovremmo ospitare più spesso in Italia, considerata l’alta qualità della sua musica e, ormai, anche del suo teatro musicale. Quest’anno la sorpresa che ci offre Jarrell prende il nome di Bérénice, un cupo quanto affascinante scenario tratto dall’omonimo dramma di Jean Racine e con il soprano Barbara Hannigan nel ruolo di prim’attrice. Non certo nuova a questo genere di ruoli (Lulu, Melisande), come ha raccontato anche in un’intervista per France Musique, Hannigan ha dato prova di sé muovendosi con abilità e talento all’interno di una partitura tutt’altro che semplice, segnata da esperienze che non rimandano soltanto alla musica del tempo del passato, naturalmente, ma anche a diverse questioni estetiche di fine Novecento, ancora attuali. Il caso vuole che in questo periodo esce il nuovo CD di Barbara Hannigan dedicato, guarda caso, alla “Vienne Fin de siècle” (informazioni sul sito).

 

Festival Futura: la musica non si guarda, si ascolta

Festival FuturaIn un mondo dove tutto esiste se ha un’immagine, la musica è forse l’unica arte che potrebbe farne a meno. Un festival di musica acusmatica può servire a riflettere e, soprattutto, ad ascoltare senza giochi tribali né marketing virale. Festival Futura si è svolto quest’estate e, secondo una formula consolidata, ha provato ancora una volta a coinvolgere la “tradizione” (Pierre Schaeffer, Robert Cahen, André Boucourechliev e altri) con la sperimentazione attuale. Favorisce la location suggestiva scelta dagli organizzatori (Crest, Rodano-Alpi), dove l’ascolto può diventare meno “distratto” rispetto a quanto avviene nelle nostre città affollate di suoni ma soprattutto di rumore indefinito (non organizzato, per dirla con Varèse). Johann Philippe, Edouardo Palacio, Victor Wetzel, Denis Dufour, Somei Sato sono soltanto alcuni dei compositori coinvolti nel palinsesto di Festival Futura. Ci auguriamo che il festival, giunto alla terza edizione, possa crescere sempre di più e offrire agli ascoltatori attenti un luogo di cui si sente, ormai, la necessità. Per informazioni consultare il sito del festival

 

Strasburgo: specchi del contemporaneo

Isabelle Faust

(photo: Felix Broede)

Quest’anno il festival Musica di Strasburgo incrocia il suono dell’oratorio pop-rock di Frank Zappa (il celebre 200 Motels – The Suites) con il “teatro liturgico” di K. Stockhausen (Luzifers Abschied) e la scoperta di nuovi talenti musicali che non mancano mai dalle parti della composition academy diretta da Philippe Manoury. Quest’anno, inoltre, ad affiancare Manoury c’è Luca Francesconi. Percorsi molto diversi, ma per un pubblico sempre più variegato e, probabilmente, poco disposto a compromessi di cui, invece, le scene italiane restano piene. Complice la situazione politica non certo felice dal punto di vista culturale. Anche quest’anno, naturalmente, il festival si colorerà del talento di molti ensemble e orchestre come Les Métaboles, Orchestre National des Pays de la Loire, Quatuor Diotima, Talea ensemble, Decoder ensemble. Senza dimenticare la presenza di interpreti del calibro di Tabea Zimmermann (alto) e Isabelle Faust (foto). Per info e dettagli

 

Milano Musica: partita con György Kurtág

gyorgy kurtagAffresco sonoro per Kurtág con la complicità speciale di Samuel Beckett. Alludiamo a Samuel Beckett: Fin de partie di Kurtág che andrà in scena quest’inverno (15 novembre) al Teatro alla Scala in coproduzione con De Nationale Opera (Amsterdam). György Kurtág. Ascoltando Beckett è il progetto che Milano Musica dedica al grande compositore ungherese, un lungo e articolato percorso che si sviluppa in ventidue concerti/spettacoli, oltre agli incontri di approfondimento. Tre linee principali su cui si articola il programma: le conversazioni di Kurtág con i grandi compositori del passato (Schubert) e con alcuni protagonisti del Novecento: Bartók, Stravinskij, Ligeti, Castiglioni; le tematiche della modernità; le risonanze che il pensiero beckettiano ha provocato nell’immaginario di alcuni compositori odierni tra cui Pascal Dusapin, Riccardo Nova e Daniele Ghisi. Per informazioni

 

Vicki Chow: in memoriam Sinatra

Vicki Chow Vicki Chow è una delle pianiste più in vista della neoavanguardia americana, sempre presente a fianco dei suoi colleghi e amici del Bang on a can ensemble, una formazione storica che ha dato vita ad una delle scene musicali più fertili del pianeta. Come interprete di alcuni tra i più importanti compositori di musica contemporanea, Chow si è distinta per le sue interpretazioni di John Cage, Steve Reich, Michael Gordon, Tristan Perish e molti altri. Spirito libero e ribelle ma capace anche di momenti contemplativi, Vicki Chow ha pubblicato quest’anno per Cantaloupe Music la Sonatra di Michael Gordon, un brano di discreta difficoltà esecutiva che richiama da vicino altre composizioni del compositore. Il titolo non lascia spazio a molti dubbi: la dedica implicita è rivolta al ricordo che Gordon conserva di ‘the Voice’. Il compositore ha affermato: “I did finally write this piano piece and I called it Sonatra, less as a tribute to Frank than as an acknowledgment that what I am aiming for is somewhere between sonata and Sinatra” (dalle note al CD). Per informazioni

 

Berio/Maderna: dialogo con la musica antica

Berio-MadernaTrascrizioni orchestrali dalla musica di Girolamo Frescobaldi, Giovanni Legrenzi, Tommaso Ludovico da Viadana, Giovanni Gabrieli…Bruno Maderna e la musica antica, una passione controcorrente che- come nel caso degli amici Luciano Berio (l’album ECM include anche Chemins V) e Luigi Nono– ha segnato la vita del compositore e direttore d’orchestra meno allineato (per non dire assoggettato) del Novecento italiano. Quelli qui proposti sono brani dove si respira sì l’antico, ma riletto attraverso la lente d’ingrandimento di un grande interprete. Età barocca e nuova età delle macchine a confronto, per passione e per gioco, in un grande album realizzato grazie alla perizia tecnica e interpretativa della RSI Orchestra (Orchestra della Svizzera Italiana) diretta da Dennis Russell Davies (Pablo Marquez, chitarra solista). Per informazioni

 

L’eredità di Debussy, dal timbro al suono

Claude DebussyNegli ultimi anni, l’analisi musicale ha fatto grandi passi in avanti ma l’aura di Claude Debussy è rimasta intatta. Il suo valore è sempre più legato a quella “storia plurale”, come la chiama Makis Solomos nella prefazione al volume Estétique de la sonorité di Didier Guigue (L’Harmattan), che lega diverse concezioni del suono alla musica di ricerca. La storia del timbro è anche quella dell’orchestrazione, da Beethoven a Webern, ma che cosa accade quando il timbro entra in una zona di risonanza con Schoenberg prima e Stockhausen in seguito? Oggi viviamo in una civiltà sonora che sembra privilegiare il suono più del timbro, dove la sonorità è diventata una materia da plasmare e, di conseguenza, da ascoltare come tale. Ciò avviene nella musica elettroacustica, elettronica, rap e nel free jazz. Didier Guigue analizza il ruolo che Debussy ha avuto all’interno della tradizione pianistica con un’attenzione notevole per le questioni legate alla sonorità, lungo l’intero e complesso asse del tardo Novecento, senza dimenticare compositori come Messiaen, Boulez, Lachenmann, Berio, Crumb. Per informazioni