CLASSICA

Sarah Barbedette: il concerto, questo sconosciuto

BarbedetteCi sono libri che andrebbero letti senza troppi indugi, poiché segnano delle tappe importanti nel nostro modo d’intendere e di pensare la musica nel suo rapporto con il mondo contemporaneo. Qual è la forma del concerto a cui ci siamo abituati? Come siamo arrivati a questo tipo d’intrattenimento? E perché non si smette di dire che la classica non riesce più a innovare le sue attitudini né ad attirare più giovani tra le sue fila? Il saggio Poétique du concert di Sarah Barbedette, uscito nel 2014 per la collana Musique di Fayard, cerca di rispondere a questo genere di domande scegliendo un’angolazione inconsueta, quella pittorica: Le Concert di Nicolas de Staël (1955). Quadro emblematico come pochi altri, ormai un simbolo di un mondo fatto di ricerca espressiva e formale. Un quadro che si collega storicamente ai concerti del Domaine musical e alle neoavanguardie che orbitavano intorno alla figura di compositore e direttore d’orchestra di Pierre Boulez. Ma non si tratta soltanto di questo: Sarah Barbedette affronta il vuoto relativo che circonda la nozione stessa di concerto e prova a collegare i frammenti sparsi di un’estetica, anzi di una “poetica del concerto”. Per informazioni

 

Offenbach: la vie parisienne

OffenbachPalazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française quest’anno presenta un ricco programma di iniziative, tra le quali spicca un ciclo tematico dedicato al compositore Jacques Offenbach (1819-1880). Figura tipica della Parigi dell’Ottocento, Offenbach è celebre per le sue operette e per l’allegria spensierata, rossiniana della sua musica: “Come uno specchio collocato davanti al proprio pubblico, l’operetta mette in mostra la borghesia trionfante dei quartieri degli affari e amplifica i difetti che essa vorrebbe dimenticare pur dilettandosi di riderne. Con garbo, toglie il velo a una società che afferma il proprio puritanesimo e al contempo aggira i divieti che essa stessa ha stabilito. In questo recital di Carnevale, Fiona McGown e Loïc Félix toccheranno tutti gli aspetti della Belle Époque parigina”. Una copiosa produzione musicale, quella di Offenbach, caratterizzata da un grande fervore ma anche da una malinconia attentamente celata tra le note (Les contes d’Hoffmann). Informazioni generali sul sito del Centre, per il calendario concerti consultare la pagina sul sito

 

Berlioz: una vita per la musica e per la critica musicale

BerliozIdeato e scritto per la Filarmonica di Leningrado dal musicologo Ivan Ivanovič Sollertinskij (1902-1944), il volume Berlioz approfondisce la vita e le opere del compositore Hector Berlioz (1803-1869), ripercorrendo le vicende storiografiche, sociologiche e creative di un artista complesso e innovatore. Il suo genio fu riconosciuto anche molto tempo dopo la sua morte, se persino Pierre Boulez ha scritto che “le prime strumentazioni di Berlioz, per esempio, sono veramente di una fantasia straordinaria a paragone di tutto ciò che lo circondava”. Il testo di Sollertinskij è arricchito da un breve saggio firmato da Luigi Pestalozza, alla cui memoria è dedicata la pubblicazione, fornendo un’ “importante testimonianza critica sulla necessità storica di concepire la cultura al di fuori dello specialismo, degli specialisti, ma appunto di tutti della e nella società in cui tutti sono alla pari”. Informazioni sul sito dell’editore