Progetto Ensemble: intervista con il Quartetto Daidalos

Intervistiamo per Progetto Ensemble il Quartetto Daidalos, una formazione giovane ma già molto impegnata nella vita concertistica.

 

Quartetto Daidalos1. Da alcuni anni siete allievi del Quartetto di Cremona presso l’Accademia di Alto Perfezionamento “Walter Stauffer” e avete preso parte a masterclass tenute da Simone Bernardini,
Hatto Beyerle, Lawrence Dutton (Emerson Quartet), Lukas Hagen (Hagen Quartett), Natalia Prishepenko (Artemis Quartett), Patrick Jüdt (Hochschule der Kunste Bern). Quale di queste
esperienze pensate che vi abbia segnato di più dal punto di vista della formazione?

Certamente l’esperienza che più ci ha formato e segnato come quartetto è stato l’incontro nel 2015 con il Quartetto di Cremona. Hanno creduto in noi fin dal primo momento, spronandoci a portare ad un livello professionale quella che per noi era un’attività nata quasi per gioco. Durante il percorso di tre anni all’Accademia Stauffer abbiamo realizzato sempre più che quella poteva essere la nostra strada e la nostra passione per il quartetto è cresciuta esponenzialmente. Sono per noi delle guide fondamentali e ci hanno aiutato a maturare con coraggio una nostra identità musicale. In questi anni abbiamo avuto anche la fortuna di incontrare incredibili musicisti, ciascuno dei quali ci ha lasciato un insegnamento prezioso. L’energia e la creatività di Simone Bernardini, la profonda conoscenza e saggezza di Hatto Beyerle e di Patrick Jüdt, la positività e l’entusiasmo di Larry Dutton, la raffinatezza e la classe di Lukas Hagen, l’energia incontenibile e il carisma di Natalia Prishepenko ci hanno certamente influenzato.

2. Una domanda di rito del Progetto Ensemble riguarda le prove. Come è organizzato il vostro lavoro di gruppo?

Il nostro lavoro insieme cerca di sviluppare al meglio possibile tutti gli aspetti necessari ad un’interpretazione musicale convincente. Cerchiamo sempre di affiancare al lavoro più tecnico di
insieme, intonazione e bilanciamento, un’attività di ricerca e sperimentazione musicale volta a trovare una chiave interpretativa che sia coerente e rifletta la nostra personalità artistica al meglio.

3. Veniamo al repertorio che va da Haydn a Webern, secondo una ricorrenza ben nota nella repertorialistica per quartetto. Le vostre preferenze personali a quali compositori si rivolgono?
Esiste già qualche trait d’union intorno al quale vi sembra che il vostro lavoro di ensemble tende a dare il meglio di sé?

Essendo un quartetto giovane non ci poniamo dei limiti per quello che riguarda la scelta del repertorio e cerchiamo di metterci sempre alla prova con gli autori più diversi, dai classici ai
contemporanei. Ciascuno di noi ha certamente le sue preferenze personali per un dato autore o un dato brano, ma come gruppo nella nostra esperienza diretta possiamo dire di amare particolarmente Beethoven e Schubert.

4. I lettori di Nomos Alpha saranno curiosi di conoscere i vostri progetti. Potete darci qualche anticipazione?

Il prossimo mese sarà per noi dedicato ai primi tre quartetti di Shostakovich, che avremo la fortuna di eseguire per il Fortissimissimo Festival di Firenze e per Bolognamodern – Musica Insieme
Bologna. Seguiranno poi altri impegni legati all’Hochschule der Kunste di Berna, al progetto delle Dimore del Quartetto, la partecipazione a stagioni come Unione Musicale a Torino e la
preparazione di un concorso. Per i dettagli vi rimandiamo al nostro sito: www.quartettodaidalos.com

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