OSN: una stagione sul lago incantato

La nuova stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai offre un calendario di concerti molto variegato, con un sottile file rouge che lega i compositori russi al mondo di oggi.

 

Boreyko

photo: Andrej Boreyko

Fino a qualche anno fa il nome di Anatolij Ljadov (1855-1914) non diceva molto al pubblico italiano. Le opere di questo compositore russo sono, ancora oggi, poco note al grande pubblico più avvezzo a nomi russi molto più celebrati. Eppure Ljadov è, forse, una delle poche anime russe davvero genuine che si possono trovare nella storia della musica: dotato di grande talento e di un orecchio aperto alle melodie popolari, come Bartòk e più di Čajkovskij, Ljadov ha lasciato diversi poemi sinfonici e molte trascrizioni di canti popolari, un genere che lo ha affascinato fin dalla giovinezza e che condivideva con il gruppo dei Cinque. Rimskij-Korsakov era il suo maestro, d’altra parte. Didatta oltre che compositore, allievo insubordinato ma talentuoso, Ljadov è stato a sua volta maestro di compositori come Miaskovskij e Prokofiev. Si sente, nella musica di Ljadov, il sapore della vecchia Russia. E’ il mito senza tempo a cospargere di strani profumi certe sue partiture, come Lago incantato (1909) o il più tenebroso Kikimora op. 63 che sarà quest’anno il pezzo forte del concerto del 15-16 novembre (direttore Andrej Boreyko). Ritroveremo le atmosfere russe anche in altri due concerti: il 14-15 marzo è il turno del celebre Shéhérazade, suite sinfonica op. 35 (il concerto verrà riproposto per Classica per tutti, sabato 16 marzo) mentre il 18-19 aprile James Conlon dirigerà La grande Pasqua russa, op. 36. 

Dato che la musica russa è uno dei fili conduttori della stagione 2018-2019 della OSN, non può certo sorprendere la presenza di un altro grande compositore: Dmitrij Šostakovič. Per certi aspetti di segno opposto alla musica dei suoi colleghi, protagonista tormentato di un mondo in progressivo disfacimento, Šostakovič ha regalato alla Russia un biglietto da visita per il mondo grazie alle sue sinfonie. La Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore op. 70 aprirà il concerto del 2-3 novembre accanto al più leggiadro Die Seejungfrau (La Sirenetta) di Alexander von Zemlinsky. Alpesh Chauhan dirigerà, invece, la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 il 23-24 aprile, concludendo un lungo viaggio intorno all’anima russa. Un viaggio che ormai, naturalmente, non può avere fine. (m.s., a.d.)

Per informazioni e per il programma dei concerti: www.orchestrasinfonica.rai.it

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