Grandi interpreti: Isabelle Faust suona la giovane musica di Adámek

Isabelle Faust

(photo: Felix Broede)

Quest’anno il festival svizzero Musica ospita un felice ritorno, quello del compositore Ondřej Adámek, accanto ad una star del calibro di Isabelle Faust, ormai riconosciuta come una delle interpreti più importanti degli ultimi decenni. Il concerto inaugura la stagione 2018-2019 dell’Orchestre philharmonique de Strasbourg. Dopo gli esordi dal sapore classico e corposo di Beethoven e di Alban Berg, sembra che Isabelle Faust non voglia abbandonare la ricercatezza del suono: la sfida di suonare il concerto per violino e orchestra di Adámek, intitolato Follow me (2016-2017) le garantisce questo genere di avventura. Un percorso ammirevole per coraggio e tenacia, in un mondo concertistico sempre più omologato. Il pubblico di Strasburgo gradirà senz’altro anche l’accostamento a San Francisco Polyphony (1973-74) di Ligeti, una pagina poco eseguita del compositore di origine ungherese. Isabelle Faust non ha mai mostrato particolare confidenza con il red carpet, come molti altri solisti. La sua passione esclusiva per la musica l’ha spinta a considerare, in primo luogo, la voce e lo stile dei compositori e, pertanto, a differenziare al massimo grado la resa timbrica del suo violino, uno Stradivari del 1704. Vincitrice a quindici anni della Leopold Mozart Competition e, pochi anni dopo, del Premio Paganini, Faust può adesso ponderare meglio ogni sua scelta artistica, anche in virtù di una discografia brillante – indimenticabile il suo Concerto per violino e orchestra di Alban Berg a cui accostiamo volentieri la Sonata per violino e pianoforte di Cèsar Franck– che poche violiniste delle ultime generazioni possono vantare. (m.s.)

Per informazioni consultare il sito del festival.

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