Duo Gazzana: paesaggio francese per violino e pianoforte

Duo GazzanaLe sorelle Natascia e Raffaella Gazzana ci hanno ormai abituato ad una ricerca musicale che si sposa, armoniosamente, con il rigore dell’interpretazione, la cultura e la storia della musica. Non si tratta di qualcosa di così abituale, a dire il vero, in un mondo discografico saturo di proposte e, qualche volta, retorico. L’ultimo album del duo Gazzana, in uscita questo mese per il catalogo ECM New Series possiede un inconfondibile sapore francese: Maurice Ravel, César Franck, György Ligeti e Olivier Messiaen sono affrontati in un momento particolare del loro percorso. Lo sguardo delle interpreti è rivolto alle origini, ma anche a certi leitmotiv- come nel caso di Franck- che non si riescono proprio a dimenticare. Un album proustiano, in un certo senso. La Sonate posthume di Ravel risale al 1897, ma è rimasta inedita fino al 1975. Come scrive Wolfgang Sandner nel saggio contenuto nel libretto che accompagna il CD, si tratta di “una prova di interpretazione. In particolare richiede padronanza della sua struttura basata sulla forma ciclica, oltre al controllo dell’intensità espressiva, che è prodotto dalla chiarezza formale ottenuta attraverso l’audacia armonica, le ambiguità e le modulazioni enarmoniche a tonalità lontane, e non da ultimo dal dialogo che si sviluppa tra i due strumenti”. La Sonate posthume è un’opera di anticipazione anche per il tipico stile pianistico – per quanto ancora acerbo- di Ravel. Si tratta di un accostamento giovanile ad un genere così ammirato (la sonata per pianoforte) da divenire, con il tempo e l’esperienza, un campo di sperimentazione non inferiore, per invenzione compositiva, al più conosciuto Tombeau de Couperin. A dimostrarlo rimane la Sonatine (1903-1905), un altro gioiello che anticipa il conclusivo Valses nobles et sentimentales.

Olivier Messiaen compose Thème et variations a ventiquattro anni. Dedicato alla prima moglie Claire Delbos, violinista, questo ciclo evidenzia già le notevoli conoscenze del giovane Messiaen quanto il suo amore per la forma ciclica. Anche se, forse, il pensiero va più al suo Quatuor pour la fin du temps che non ai cicli per voce e pianoforte (Harawi, Trois mélodies). La Sonata in La maggiore di Franck è anch’essa un’opera dove non manca una certa preveggenza stilistica, per quanto dovrà aspettare decenni prima che il compositore ne completi davvero lo sviluppo. Il lavoro è dedicato al virtuoso del violino Eugène Ysaÿe ma, come si accennava sopra, il leitmotiv musicale gioca ampiamente nella partitura di Franck, anche nel senso di un omaggio wagneriano. Era, forse, inevitabile che all’ascolto il CD del duo Gazzana segnasse proprio in questa latenza storica uno stacco netto rispetto alla tradizione: con il Duo di Ligeti e Thème et variations di Messiaen, infatti, l’atmosfera espressiva cambia e, d’altra parte, muta anche il mondo attorno a queste partiture scarne, attraversate dal dolore sublimato di un secolo che si stava decomponendo lentamente. Il pensiero del giovane Ligeti nel Duo va all’amico György Kurtàg, ma ci sarebbe molto da dire a proposito dell’infaticabile lavoro sulla tessitura sonora che seguirà nel corso degli anni. Anni fervidi e aperti ad influenze che porteranno Ligeti anche fuori dai confini europei. “Ci piace molto la musica di Ligeti” hanno affermato le sorelle Gazzana, “ma non sono mai stati pubblicati lavori per il nostro organico strumentale. Dopo qualche ricerca abbiamo trovato un riferimento a un suo Duo giovanile, così ci siamo messe sulle sue tracce”. Per chi ascolta è, quindi, una scoperta e un importante tassello che si aggiunge al mosaico ligetiano: “E’ stato molto interessante e stimolante interpretare Ligeti senza altri riferimenti se non la musica della partitura Schott appena stampata”.

Nei prossimi mesi Natascia e Raffaella Gazzana suoneranno a Odessa, Ucraina (9 giugno), seguirà un breve tour in Svizzera – le date comprendono Champitett, Bienne, Losanna e Zurigo- mentre il 2 luglio si potrà ascoltarle Ravenna Festival con un programma dedicato alla musica di Valentin Silvestrov.

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