Brad Meldhau alle OGR: nuove officine del suono

Brad MeldhauCome ha notato Charles Rosen nel suo libro Piano notes, il pianoforte è sempre stato uno strumento privilegiato degli sperimentatori, anche prima delle avanguardie storiche. Beethoven ha aperto nuovi orizzonti con la sonata per pianoforte e, in seguito, ha riversato nelle sinfonie le esperienze raccolte, concludendo i suoi esperimenti nei quartetti. Schumann ha dedicato la prima decade della sua vita di compositore al pianoforte, per non dire di Debussy e del suo profondo bisogno di mettere in discussione l’armonia occidentale. Brad Meldhau è un pianista che ha ereditato quest’idea – come, per altri aspetti, Uri Caine– e l’ha realizzata attraverso un percorso denso di riferimenti non soltanto musicali. Un esempio eloquente è il suo album Elegiac Cycle (1999), dove troviamo illuminazioni provenienti da Schubert (Winterreise), Rilke, William Burroughs e Allen Ginsberg. Anni lontani, certo. L’esperienza del trio, iniziata nel 2002 con l’album Anything Goes, e del quartetto (2007) ha, forse, ramificato ulteriormente il percorso del pianista, moltiplicando anche le sue collaborazioni (Pat Metheny, Renée Fleming, Joshua Redman, Anne Sofie Otter), ma non ne ha cancellato i tratti dominanti. In ogni suo brano appaiono i fantasmi jazz di Thelonious Monk, Bill Evans e Cole Porter ma sempre filtrati da una cultura di matrice europea che riflette, per esempio, sulla forma della ballata per pianoforte. D’altra parte, quando ormai si era immerso nell’esperienza di gruppo Meldhau ha trovato l’occasione di fare uscire un album di piano solo (Live in Tokyo) per la Nonesuch records. Un segno di continuità e di riflessione sulle origini.

Brad Meldhau sarà in Italia con diverse date, ma l’appuntamento più vicino è il 16 febbraio all’interno del ciclo Piano lessons presso le OGR (Officine Grandi Riparazioni), Sala Fucine. Un ciclo dedicato al pianismo internazionale che offre al pubblico un’esperienza d’ascolto inconsueta, giocata sul dialogo tra i generi musicali, senza dimenticare la corrente neoclassica – fanno parte del palinsesto OGR anche Yann Tiersen e Michael Nyman– che, ormai, sta investendo la musica da almeno un paio di decenni. Non è un caso se Meldhau sarà ospite della Philharmonie de Paris (2 aprile) con il progetto Three Pieces After Bach. (a.d.)

Web site: www.bradmehldau.com

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