Unione Musicale: una stagione di grandi concerti

Hagen QuartetIl debutto della violinista Kyung Wha Chung risale al 1970, a fianco di André Previn e della London Symphony Orchestra. Da allora, il violino di Kyung Wha Chung non ha smesso di echeggiare da un concerto all’altro, affiancando orchestre come Berlin Philharmonic, Vienna Philharmonic, London Philharmonic, Boston Symphony Orchestra e molte altre. La sua presenza nella stagione concertistica 2017-2018 dell’Unione Musicale (25 ottobre) dev’essere motivo di orgoglio, come d’altra parte anche gli altri grandi nomi che ci accompagneranno durante l’anno: tra gli altri, Daniil Trifonov, Sandrine Piau, il Quartetto Hagen (nella foto), Les Arts Florissants, Maxim Vengerov.
Daniil Trifonov è atteso il 18 ottobre (Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino) per un concerto denso di echi armonici: Chopin, Rachmaninov– un Rachmaninov che riflette sulle sue eredità stilistiche con le Variazioni sopra un tema di Chopin op. 22– e Mompou che risponde a distanza con le Variaciones, sempre ispirate a Chopin. Uno spazio particolare è dedicato anche a Schumann, grazie a Ester Zaglia (violino) e al pianista Alessandro Boeri che eseguiranno insieme la Sonata in la minore per violino e pianoforte op. 105, gli Etuden in Form freier Variationen über ein Beethovensches Thema e il Tema sul nome «Abegg» con variazioni per pianoforte op. 1 (Teatro Vittoria, 4 novembre). Dobbiamo anche rilevare la probabile presenza in calendario di un altro pianista che ha riscosso, recentemente, molti successi: Ashot Kachatourian, il giovane di origine armena che ha preferito al suo piccolo Paese luoghi come la Salle Pleyel e la Salle Molière, il Louvre, la Salle Gaveau, il Flagey di Bruxelles. Attualmente Kachatourian sta finendo di incidere tutte le sonate di Brahms, ma non contento di ciò tornerà quest’inverno in sala di registrazione per Schubert (Sony Classical).

Gli ammiratori della serica voce di Sandrine Piau dovranno, invece, aspettare il 7 febbraio dell’anno prossimo, ma ne sarà valsa la pena: il programma che il soprano francese offre al Conservatorio – accompagnata al piano da Susan Manoff- è davvero di ampio respiro, modulato su Richard Strauss così come su Hugo Wolf (dai celebri Mörike Lieder), Debussy, Poulenc fino a Benjamin Britten, attraverso percorsi vocali che sembrano, a tratti, le tappe di un’unica evoluzione. Se si crede che il Lied si sia estinto con gli ultimi fuochi della seconda scuola viennese, si è certo in errore. Il canto del Novecento è proteiforme e non si è fermato né con l’ultimo Mahler né con la disperazione del Pierrot Lunaire. Voci moderne e voci antiche si rincorrono, spesso, lungo i secoli: un ampio spazio della stagione dell’Unione musicale è dedicato alla musica antica, naturalmente. La Compagnia del Madrigale (8 gennaio 2018) è andata alla riscoperta di Giaches de Wert, il primo compositore ad avere osato sfidare la collera di Torquato Tasso per musicare alcune ottave della Gerusalemme Liberata, aprendo la strada ad un dialogo fecondo tra il madrigale e la poesia che dura ancora oggi. Accanto a de Wert sfileranno Luca Marenzio e Monteverdi. Immancabili in tale contesto il virtuosismo de Les Arts Florissants e la sapienza interpretativa di Jordi Savall. Ma lasciamo ai lettori il piacere di scoprire le sfaccettature della stagione concertistica dell’Unione musicale sul sito. (m.s.)

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