Čiurlionis musicista visionario

CiurlionisNella lunga storia che collega la musica alle arti visive, il compositore lituano Mikalojus Constantinas Čiurlionis (1875-1911) occupa un posto particolare. Dopo gli studi di composizione a Varsavia e a Leipzig, Čiurlionis si getta in una fervente produzione sia musicale che pittorica, allestendo spesso una scena immaginaria in cui i suoni e i colori si confondono. Gli studiosi della sua opera, ormai numerosi in tutto il mondo, hanno messo in luce i numerosi punti di contatto tra il compositore e il Simbolismo, l’astrattismo – di cui, secondo alcuni, Čiurlionis sarebbe stato il precursore-, la dodecafonia, la musica post-tonale. Non c’è un ambito artistico, tra la fine dell’Ottocento ed il primo decennio del Novecento, in cui il nome di Čiurlionis non possa essere collocato in tutta la sua evanescenza ambiguità. In effetti, il dichiarato misticismo di questo compositore suggerisce un accostamento a Skrjabin, mentre le Variazioni su dei temi a 9, 7 e 6 toni possono ricordare certi esordi della musica atonale (Schoenberg, Webern). La realtà, forse, è stata colta meglio da Vytautas Landsberghis, grande esperto dell’opera di Ciurlionis, che ha sottolineato come per lui ogni composizione era soltanto una possibile “variazione” su tutte le altre, verso un’immagine totalizzante che potrebbe anche essere contenuta in un singolo poema.

La tendenza alla quale Čiurlionis , infatti, si abbandona sovente è quella della forma ciclica, di matrice romantica, che trova, forse, nel ciclo dedicato al mare la sua più completa realizzazione (1908). Ma a questa forma densa di riscatto metafisico, com’era già evidente in Liszt e Schumann, Čiurlionis riesce ad opporre altre forme meno esigenti come la Sonata e le Variazioni, ricorrendo spesso ad assonanze che lo spingono a dipingere ciò che ascolta e ad ascoltare ciò che vorrebbe vedere. Da qui una straordinaria impressione di unità e di fusione tra le arti, uno dei motivi del suo fascino. Non sempre, purtroppo, confermato nel corso della storia. In un articolo consacrato alla figura artistica di Čiurlionis e apparso sul sito della Julliard School of Music, Greta Berman ricorda che, ancora negli anni Cinquanta, il regime stalinista condannava l’opera di Čiurlionis al silenzio, tenendola lontana dalle sale da concerto. Ma con il crollo del regime sovietico, la figura del compositore è diventata un simbolo dello spirito libero. Una libertà che vuole andare oltre le consuete barriere tra le percezioni e i ruoli prescritti da qualche codice morale. Come dimostra, tra l’altro, il costante interesse dei musicisti per la pittura e la letteratura: Franz Liszt, probabilmente, ha inaugurato il dialogo tra musica e pittura con il poema sinfonico sia letterario che storico. Wagner, amico di Liszt, Mussorgskij, Debussy, Ravel, Erik Satie e le sue amicizie con i pittori Braque, Valentine Hugo e Derain. La trasposizione sonora di scene immaginarie o, viceversa, le immagini suscitate dalla musica hanno trovato molteplici incarnazioni di cui l’opera di Čiurlionis rimarrà una delle testimonianze più eloquenti. (a.d., m.s.)

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