Progetto Ensemble: intervista con il Trio Quodlibet

Incontriamo il Trio Quodlibet per il nostro progetto dedicato alle formazioni da camera. Una conversazione libera sulla formazione musicale, la passione per Bach, i loro Maestri e i progetti futuri.

 

Trio Quodlibet1. La formazione del trio risale al 2012, presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Qui avete studiato con Bruno Giuranna, Stefano Molardi, Enrico Dindo e Yuval Gotlibovich. Potete raccontarci dei vostri primi passi come formazione da camera? Quali esperienze pensate che vi abbiano spinto a suonare insieme?

La proposta di suonare insieme è partita da un sogno nel cassetto di Fabio, vale a dire suonare almeno una volta nella vita le Variazioni Goldberg di J. S. Bach (più che un cassetto, un armadio a tre ante!) La viola non era un problema, anzi era forse l’unica certezza poiché era la sua fida compagna risalente alle prime esperienze cameristiche al Conservatorio di Torino. Il violino è stato un incontro casuale ad un seminario di musica barocca fatto insieme nei primi mesi a Lugano dove Mariechristine ci ha rapito con il suo gusto musicale e la sua personalità…E così abbiamo iniziato questo cammino tra le pagine delle Goldberg che è durato ben due anni. Possiamo dire di avere incominciato a suonare in trio con un pezzo non proprio dei più facili, ma ci è servito moltissimo sotto ogni punto di vista, tecnico e musicale. Suonarlo in concerto è stato impagabile, abbiamo iniziato e concluso un viaggio insieme con la voglia di intraprenderne molti altri ancora.

2. Attualmente siete impegnati su diversi fronti, in particolar modo nel corso di perfezionamento. Come sta evolvendo la vostra musica? Con quali maestri vi confrontate?

Uscire dal Conservatorio è sempre da un lato liberatorio ma dall’altro anche un trauma. Il Quartetto di Cremona oltre a sostenerci, incoraggiarci ed a guidarci tra gli spartiti da più di un anno, ci sta anche insegnando a gestirci nel “mondo degli adulti” che risulta essere sempre un po’ complicato e ostico. Avere quattro bravissimi insegnanti a nostra disposizione ogni mese è davvero molto importante per noi che, come trio d’archi, siamo ancora in pieno divenire. Ci piace fare lezione con Ula Ulijona che con la sua energia e la sua positività riesce sempre a tirarci fuori un sacco di idee musicali. Incontrare l’anno passato il Fine Arts al Festival Casals di Prades è stato molto emozionante ed utile per certi aspetti musicali di suono ed espressività. L’incontro quest’estate a Weikersheim con Heime Muller, Hariolf Schlichtig ed il Quartetto Belcea ha avuto, indubbiamente, un valore aggiunto al lavoro dinsieme e di ricerca del suono iniziato durante l’anno con i maestri della Stauffer. Come si sente spesso dire all’estero, un approccio “tedesco” fa sempre bene a noi italiani indisciplinati!

3. L’anno prossimo si preannuncia intenso per voi. Il prossimo 24 gennaio dovreste essere al Teatro Vittoria di Torino (Unione musicale) per un concerto che vede sfilare musiche di Boccherini, Schubert e Beethoven. Ma ci sono già in agenda altri impegni…Ci raccontate cosa vi riserva il futuro?

Il prossimo anno debutteremo a Torino per l’Unione Musicale, l’emozione è davvero grande soprattutto perché siamo in due su tre a giocare in casa! Il programma è impegnativo e sarà una bella sfida. Il pubblico torinese è ben abituato ed educato alla musica classica e alla musica da camera, vedremo come accoglierà un trio d’archi, formazione non così inflazionata sui palchi della nostra città-base. Il futuro speriamo abbia in serbo molte sorprese. Abbiamo dei concerti quest’anno tra Italia, Svizzera e Francia. Speriamo di incrementare sempre più la nostra attività concertistica… Tanti progetti per crescere musicalmente, anche nell’ambito del nostro studio. Stiamo cercando di farci conoscere il più possibile ma non è facile, il panorama della musica da camera purtroppo è un po’ triste e troppo spesso messo in secondo piano nel nostro Paese. Inoltre, la nostra formazione è particolare ed insolita ma ha un repertorio bellissimo tutto da scoprire…Il sogno nel cassetto è quello di poter vivere di musica da camera e il Trio Quodlibet ci sta facendo un po’ sognare in questa direzione…Non sveliamo però tutti i nostri piani così sarete obbligati a seguirci!

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