OSN: una stagione sul lago incantato

La nuova stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai offre un calendario di concerti molto variegato, con alcune costanti di sicuro interesse.

OSNE’ possibile che il nome di Anatolij Ljadov (1855-1914) non dica molto al pubblico italiano. Le opere di questo compositore russo sono ancora poco note e non si può dire, purtroppo, che le sale da concerto l’abbiano accolto sovente negli ultimi tempi. Eppure Ljadov è, forse, una delle poche anime russe davvero genuine che si possono trovare nella storia della musica: dotato di grande talento e di un orecchio aperto alle melodie popolari, come Bartòk e più di Čajkovskij, Ljadov ha lasciato diversi poemi sinfonici e molte trascrizioni di canti popolari, un genere che lo affascinava fin dalla giovinezza e che condivideva con il gruppo dei Cinque. Rimskij-Korsakov era il suo maestro, d’altra parte. Didatta oltre che compositore, Ljadov è stato a sua volta maestro di compositori del calibro di Miaskovskij e del più ruggente Prokofiev. Si sente, nella musica di Ljadov, il sapore della vecchia Russia, ma non soltanto. E’ il mito senza tempo a coprire di strani profumi certe sue partiture, come Lago incantato (1909) che sarà il pezzo forte del concerto in programma il 3-4 novembre (direttore Juraj Valčuha). Ritroviamo le atmosfere russe anche in altri due concerti: il 10-11 saranno gli Otto canti popolari russi op. 58 per orchestra e, infine, il 16-17 la Ballata op. 21 (Dei tempi passati) di cui il direttore Stanislav Kochanovsky e il pianista Benjamin Grosvenor ci offriranno l’orchestrazione dall’originale per pianoforte. Se la musica russa è un filo conduttore della nuova stagione della OSN, non è da meno la liederistica. Anche in questo caso, si tratta di saper indovinare: abbiamo a che fare, per caso, con un revival viennese? Altrimenti perché mettere insieme, nell’arco di poche settimane, Alban Berg (Lulu Suite per la talentuosa Rachel Harnisch, i Sieben Fruhe Lieder), Schoenberg (Lieder su testi di Rilke e Dowson) e – guarda caso- Anton Webern con i Cinque Lieder op. 3 su testo di Stefan George. Proprio Webern, paladino della Nuova Musica, sarà anche l’occasione di un confronto-dialogo orchestrato con Michele Dall’Ongaro il 30 novembre (replica il 1 dicembre). In questo caso la voce è quella del mezzosoprano Katharina Kammerloher. Questo è il fascino del passato, certo. Se guardiamo agli interpreti che ancora oggi calcano la scena, la stagione non delude: Herbert Schuch, per esempio, in compagnia del direttore Karl-Heinz Steffens per un concerto tra Beethoven e Bruckner. Mentre Beatrice Rana riprenderà il dialogo con la musica russa verso la fine di gennaio 2017…Ma per queste cose abbiamo tempo. Intanto occhio al programma, c’è molto da ascoltare anche prima di entrare in sala. (m.s., a.d.)

Per informazioni e per il programma dei concerti: www.orchestrasinfonica.rai.it

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