Milano musica 2016: Stockhausen e gli spettri (sonori)

A ottobre apre Milano Musica: una kermesse di talenti e di concerti che non ha nulla da invidiare agli altri festival europei. Grande omaggio a Gentilucci e nuove composizioni post anni Ottanta.

 

StefanovichKlavierstück IX di Stockhausen inizia con centrotrentanove ripetizioni di un accordo dissonante che sfuma lentamente. Uno dei gesti più conosciuti e riconoscibili della musica del Novecento, quasi un’icona dell’avanguardia. Proprio con questo brano inaugurerà Milano Musica (9 ottobre) la pianista Tamara Stefanovich (nella foto). Apparsa l’anno scorso a fianco di Pierre Laurent Aimard (abbiamo parlato di Aimard in Pianisti del nostro tempo) per un concerto dedicato a Boulez e Olivier Messiaen, Stefanovich questa volta ci condurrà dentro il fascino estremo e rarefatto di alcuni celebri Klavierstücke per poi “sfumare” su alcune composizioni di Messiaen (La Parole toute puissante e altri brani tratti da Vingt Regards sur l’Enfant-Jésus). Ma la vera impresa riuscita di quest’edizione, probabilmente, è quella di aver raccolto i più importanti rappresentanti della musica spettralista (non “spettrale”, come a volte si sente ancora dire): Gérard Grisey con il ciclo Les Espaces Acoustiques, Tristan Murail (Le lac, Treize couleurs du soleil couchant, Seven Lakes Drive) e Hugues Dufourt (L’Origine du monde e il più recente L’Eclair d’après Rimbaud). Compositori di frontiera che hanno segnato per alcuni decenni la scena francese, oggi diretti per il festival da Emilio Pomarico in compagnia del soprano – ormai divenuta indispensabile nell’esecuzione del repertorio vocale contemporaneo- Donatienne Michel-Dansac.  


Non mancano neppure gli appuntamenti con la musica dei giovani compositori. Si tratta spesso di prime esecuzioni assolute o italiane per Simone Movio, Luigi Manfrin, Esaias Järnegard, Maurizio Azzan e Turgut Erçetin (il suo Resonances (b) per clarinetto e trio d’archi è una commissione di Milano Musica). Davvero molto ricco il programma e le assonanze, anche raffinate, tra il secondo Novecento e il periodo di Ravel (Daphnis et Chloé) che tracciano un percorso sotterraneo tutto da scoprire. Dobbiamo rilevare anche la presenza di un nutrito gruppo di incontri o “variazioni sul tema” che vedono coinvolti personaggi del calibro di Armando Gentilucci (8 novembre presso il Museo del Novecento con la partecipazione di Milano ‘808 Ensemble) e di uno studioso attento come Angelo Orcalli in conversazione con Hugues Dufourt (14 novembre presso Auditorium Lattuada). Restate sintonizzati su Nomos Alpha e avrete da leggere molto sul festival e sui suoi protagonisti. (o.g., a.d.)

Calendario concerti: Milano Musica

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