Pianisti del nostro tempo: François Couturier

françois couturierFrançois Couturier non è soltanto uno dei pianisti compositori più interessanti degli ultimi decenni, è anche il fondatore di quella particolare macchina del tempo che è il New Tarkovsky Quartet. Allusioni sofisticate a Pergolesi, Bach, Shostakovich si mescolano a improvvisazioni di chiaro rigore “classico” che vanno oltre il concetto, forse riduttivo, di variazione sul tema. Quest’effervescenza musicale quanto culturale che ha fatto la fortuna del Tarkovsky Quartet, si riverbera anche nel lavoro del duo formato da François Couturier e la violoncellista Anja Lechner. Per alcuni anni il duo viaggia da un festival all’altro, ma nel 2012 Couturier pubblica con ECM – la sua consueta etichetta discografica- l’album solista Un jour si blanc. Quest’album è indubbiamente una tappa importante: qualcosa di unico e di personale si coagula attorno alla tastiera di Couturier che, per un breve momento, si apparta nel silenzio evocando, ma anche oltrepassando, la poetica del regista russo. Il paesaggio non tarderà a ritrovare la fisionomia di sempre, giocando fino in fondo il debito poetico con Tarkovsky – più una mitografia che un’influenza diretta, naturalmente, ma non meno profonda. Fare cultura con la musica sembra essere una formula alla quale Couturier e compagni si sono attenuti da un progetto all’altro. Non sono stati i primi e non saranno, speriamo, neppure gli ultimi. Ma hanno segnato il catalogo di ECM – diviso da sempre tra classica e jazz di frontiera – con un “brand” ormai indelebile. Ricordo, nostalgia, meditazione. Tre assi portanti del cinema tarkovskiano. Il pianoforte e il violoncello non sono, forse, gli strumenti più vicini a questi concetti se non a queste esigenze dello spirito che, prima o poi, attraversano la nostra voglia di ascoltare o di fare musica?

Due anni fa è uscito Moderato Cantabile (ECM records), una splendida raccolta di brani di Komitas, Gurdjieff, Mompou e Couturier. Qui il duo Couturier – Lechner sembra aver raggiunto una maturità espressiva superiore ai precedenti lavori per ensemble. Quest’anno il New Tarkovsky Quartet è tornato a suonare a Innsbruck e a Friburgo, e sembra che l’avventura possa proseguire, anche se le tappe includono principalmente il nord Europa. Viene da pensare che, tutto sommato, la musica è più legata di quanto non s’immagini alla geografia e ai popoli. Altrimenti perché prediligere la Germania o la Francia per album come quelli di Couturier? Pianista abbastanza schivo e poco predisposto per lo show business, la sua dimora prediletta potrebbe ormai essere legata a certi ambienti, dove può contare su di un’accoglienza rilassata e ben disposta verso qualcosa che non si lascia incasellare nelle mode del momento. La vera musica è sempre altrove, come già Rimbaud- un altro riferimento prediletto dal nostro- aveva capito bene. (a.d.)

Website: www.francois-couturier.fr

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