Edinburgh International Festival: Paganini & Friends

Amaryllis-Quartett

Amaryllis Quartet

Il concerto d’apertura (6 agosto presso la Usher Hall) è un chiaro omaggio all’opera italiana (Rossini e Verdi), con la presenza carismatica di Antonio Pappano e delle cantanti Carmen Giannattasio (soprano) e Marianna Pizzolato (mezzo soprano). Il giorno dopo l’estro armonico si sposta altrove, verso l’Europa romantica e senza tempo di Rachmaninov e di Tchaikovsky (al pianoforte Boris Berezovsky, conduce Pappano con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia). Dalle Variazioni di Paganini a Lutoslawski c’è meno distanza di quanto si possa immaginare: il compositore di origine polacca aveva in comune con l’esule Rachmaninov l’interesse per il violinista. Due interpretazioni diverse, naturalmente. Aprono il confronto alcuni interpreti poco conosciuti in UK ma ormai affermati all’estero: Amaryllis Quartet (foto) ci porterà verso nuove altitudini (9 agosto) con il Quartetto d’archi di Lutoslawski, il Quartetto in do maggiore Op. 33 n. 3 di Haydn e una pagina indimenticabile di Beethoven dalla ben nota Op. 27. Sembra che il fantasma di Paganini aleggi in modo particolare in quest’edizione del festival, un evento che seguiamo ogni anno con molta curiosità. L’anno scorso l’atmosfera era dominata da un soffice abbraccio minimalista (Philip Glass), ma questa volta ci aspettiamo qualcosa di diverso. Ritroviamo Paganini nel concerto del 10 agosto del violinista Maxim Vengerov, uno dei più quotati interpreti del momento, con il suo consueto accompagnatore e pianista Roustem Saïtkoulov. Un’ulteriore perla nel programma del loro concerto è la Sonata n. 6 per violino solo del compositore belga Eugène Ysaÿe. A confermare il cambiamento d’atmosfera di quest’anno, appare in programma niente meno che Sir John Eliot Gardiner con la Scottish Chamber Orchestra e il Monteverdi Choir. Eseguiranno musiche di Schubert e di Schumann, tra cui la celebre ouverture Manfred. Una partitura memorabile, dal denso sapore romantico, che ha ispirato molte pagine del genere con il suo eroe solitario sulla scena. Più che appropriato – non sappiamo quanto in modo consapevole, ma di certo fortunato- il confronto con Schubert (Sinfonia n. 5), autore non soltanto di tanti celebri Lieder ma anche di numerose ouverture. (m.s., a.d.)

Per informazioni: http://www.eif.co.uk

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *