Barbara Hannigan: crazy girl suite

Ritorna in Italia Barbara Hannigan, ospite di Mito Settembre Musica, in qualità di cantante e direttore d’orchestra. Un doppio ruolo che ha ricoperto in diverse occasioni, adesso in tournée con Pellèas et Melisande.

barbara-hannigan-conductingTra i concerti che l’invitante programma di Mito Settembre Musica ci offre quest’anno, ci sono pochi dubbi che il concerto di Barbara Hannigan (Auditorium Giovanni Agnelli, 3 giugno) registrerà il tutto esaurito. Negli ultimi tempi non sono poche, infatti, le sale da concerto che l’hanno vista protagonista, in alcuni casi con recensioni che hanno messo in luce le sue particolari doti canore, non ultime quelle del direttore d’orchestra. La versatilità della Hannigan, inoltre, è un fatto ben noto al pubblico che l’ha potuta apprezzare sia nel repertorio classico (Haydn, il Don Giovanni di Mozart) che in quello, a lei più congeniale, contemporaneo (Nono, Ligeti, Dutilleux). Senza alcuna retorica, si può dire che sono poche le cantanti che hanno conquistato la scena quanto il soprano canadese. Oltretutto, con un repertorio vario e costruito con rigore su nomi di assoluta rilevanza come Stravinsky, Zimmermann, Dutilleux, Dusapin, Unsuk Chin.
Consacrata anche da un documentario sulla sua vita (I’m a creative animal, prodotto dal Lucerne Festival due anni fa), Barbara Hannigan sembra proprio avviata sulla strada della celebrità. Ma una carriera costruita su due binari come può essere semplice? Non lo è, infatti. Fino a questo momento le cose sono andate bene, comunque. Persino la critica conservatrice o meno compiacente ha ammesso che c’è, nel suo lavoro, una rilevante unità d’intenti: passionale ma anche molto bilanciata nella direzione d’orchestra
(la tournèe americana del 2015 ha confermato quest’aspetto attraverso pagine molto diverse, da Mozart a Ligeti), la Hannigan può salutare ormai come un caro ricordo la sua prima esecuzione del Renard di Stravinsky al Théâtre du Châtelet di Parigi. Dopo il debutto è stata la volta della Gothenburg and Bamberg Symphony Orchestra, in qualità di soprano e di direttore. In seguito è stata accolta dalla Toronto Symphony Orchestra, dalla Mahler Chamber Orchestra e, infine, dalla Münich Philharmonic. In quest’esplosione di impegni e di colori orchestrali, la Hannigan è riuscita a concludere alcuni tra i suoi progetti più significativi: la première statunitense dell’opera di Hans Abrahamsen, let me tell you (testo di Paul Griffiths, etichetta Winter & Winter) e la collaborazione con Reinbert de Leeuw per il Socrate di Erik Satie

Per Mito Settembre Musica, invece, Barbara Hannigan salirà sul podio per eseguire le musiche di scena del Pelléas et Mélisande di Gabriel Fauré (per chi volesse scoprire tutti i dettagli di quest’opera li può trovare qui). Accanto al simbolista Fauré non poteva certo mancare Debussy con Syrinx e una pagina – meno nota, ma altrettanto suggestiva dal punto di vista orchestrale – come il poema sinfonico Luonnotar di Jean Sibelius. A chiudere il cerchio, forse a spezzarlo verso altre direzioni, ci sarà la Lulu Suite di Alban Bergun vecchio amore della Hannigan, come i suoi fan sanno bene- e Girl Crazy Suite di George Gershwin. Sembra quasi il programma di un corso di musicologia comparata: dal simbolismo al modernismo. Tutto compreso. Il gesto è totalizzante, niente può sfuggire alla bacchetta di Hannigan. Tanto più che la voce sul palco è anche la sua. (a.d.)

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