Progetto Ensemble: intervista con il duo Gazzana

Siamo molto lieti di ospitare il Duo Gazzana (Raffaella e Natascia Gazzana), tra i più apprezzati a livello internazionale per il costante dialogo tra forme antiche e contemporanee. In questa intervista, raccontano ai lettori di Nomos Alpha la loro concezione della musica,  il rapporto con i nuovi compositori, la passione per l’Oriente tra musica e letteratura.

Duo Gazzana

Duo Gazzana (Forbidden City Concert Hall di Pechino)

 

1. Nella vostra formazione musicale non c’è soltanto l’impegnativo tirocinio a fianco di maestri come Bruno Canino, Ruggiero Ricci, Yehudi Menuhin, Corrado Romano, Pierre Amoyal, ma si avverte anche l’influenza di elementi “esterni”, forse qualche influenza letteraria e non soltanto (Natascia ha studiato, in particolar modo, Storia dell’Arte contemporanea, mentre Raffaella ha scelto l’indirizzo musicologico). La carriera del musicista professionista non è facile. Che cosa vi ha fatto decidere che la musica doveva diventare la vostra attività prediletta?

Può sembrare strano, ma sin da quando abbiamo iniziato a suonare il violino e il pianoforte, da bambine, avevamo il desiderio di diventare delle professioniste. L’idea di poter suonare degli strumenti così belli e il sogno di esibirci davanti a delle platee di appassionati non hanno fatto che rafforzare la nostra determinazione. Crescendo e maturando, supportate e incoraggiate dai nostri genitori, insegnanti di Lettere nei licei, abbiamo sempre più sentito la necessità di arricchire la nostra formazione musicale con quella di altre discipline. Pensiamo, infatti, che sia indispensabile e naturale avere interessi al di fuori del proprio campo specifico di competenza. Dopo aver entrambe frequentato il liceo classico – non senza peripezie per conciliare gli orari della scuola con quelli delle lezioni al Conservatorio-, Natascia ha scelto la storia dell’arte, Raffaella la musicologia ed entrambe ci siamo laureate alla Sapienza di Roma. Nutriamo una grande passione per la lettura e per il cinema. Amiamo viaggiare e ci avviciniamo alle altre culture sempre con curiosità e con profonda umiltà. Raffaella è appassionata del mondo giapponese, ora vive a Berlino e studia il tedesco. Natascia aveva il sogno di leggere Dostojevski in lingua originale e per questo motivo ha studiato il russo. Essere musiciste è una missione e un privilegio, arricchire lo spirito una necessità. Le difficoltà sono enormi e divengono sempre più annichilenti per i giovani musicisti, tuttavia se il mondo fosse perfetto, forse non ci sarebbe neanche più bisogno degli artisti!

2. Nel 2014 avete pubblicato il vostro secondo album per ECM New Series. Il disco sembra animato da uno spirito antico e moderno allo stesso tempo. S’intuisce che dietro ogni scelta (Dallapiccola, Silvestrov, Schnittke, Dallapiccola, Walton) c’è un punto di vista legato anche alle forme musicali. Ci raccontate com’è nata l’idea di quest’album?

All’interno del libretto, curato dal musicologo tedesco Schreiber, è riportata una frase di Giuseppe Verdi che illustra molto bene l’idea alla base del nostro cd: “Tornate all’antico e sarà un progresso”. In effetti il filo rosso che lega i brani che abbiamo scelto è proprio questo: la rivisitazione di forme e stili del passato, quali la toccata, la suite, le variazioni, il canone, il gusto e la passione per l’antico nella visione particolare di compositori del XX e XXI secolo, di Paesi diversi che hanno segnato in modo rilevante la storia della musica. La Suite in the Old Style di Alfred Schnittke è un’allusione giocosa e poco convenzionale allo stile compositivo del passato. Hommage à J.S.B., del compositore ucraino vivente Valentin Silvestrov, evoca assonanze che rimandano al Maestro di Lipsia. Similmente, Luigi Dallapiccola, nel divertimento Tartiniana seconda, risponde con maestria contrappuntistica alla musica del compositore barocco Giuseppe Tartini. La Toccata di William Walton -un brano di raro ascolto, scritto dall’autore appena ventenne-, trabocca di idee strutturali legate alle esigenze virtuosistiche della forma tradizionale della toccata. Le cadenze, che richiedono a entrambi gli strumenti tecniche vicine all’improvvisazione, mutuano la propria forza ritmica dal jazz. Vitalità e impeto informano anche la Sonate di Francis Poulenc, che rappresenta in questa sede l’evoluzione, su un piano strutturale e formale, di stilemi compositivi antichi e ancora poco complessi (toccata, suite, divertimenti e variazioni) utilizzati nelle composizioni di questo album.

3. Molti compositori hanno scritto musica per voi. Tra gli altri, Valentin Silvestrov, Đặng Hữu Phúc, Fabio Maffei e Tonu Kõrvits. Ciascuno di loro possiede, naturalmente, un proprio universo sonoro. Ricordate qualche esperienza particolare legata alle partiture? Un incontro decisivo che ha ampliato il vostro orizzonte?

L’incontro con compositori contemporanei è per noi vitale. Sarebbe meraviglioso poter contattare il compositore ogni volta che si studia e si analizza un brano musicale: quante domande e curiosità si potrebbero soddisfare! Tutto ciò è possibile con i compositori contemporanei ed è un privilegio per noi poter collaborare con loro. Cerchiamo sempre di proporre nei programmi dei nostri concerti, accanto a un repertorio più classico, musiche appena composte. Purtroppo spesso i pregiudizi e la paura dell’ignoto fanno si che sia molto difficile che le nostre proposte vengano accettate, ma è nostra intenzione non demordere! Recentemente, abbiamo eseguito all’Accademia Chigiana i Four Pieces for violin and piano che ci ha dedicato Silvestrov. L’incontro con il Maestro ucraino è avvenuto in occasione dell’incisione del nostro primo cd per ECM. Silvestrov, di gusti non facili, sembra aver molto apprezzato la nostra interpretazione delle sue musiche. Da allora ci lega un profondo rapporto di stima e di amicizia. Quando abbiamo ricevuto la sorpresa dei pezzi a noi dedicati, siamo rimaste molto toccate dal suo gesto di generosa spontaneità. Spesso durante i nostri viaggi veniamo a contatto con mondi e culture completamente diverse e ci piace sempre inserire nei recital delle composizioni di compositori locali. Al nostro concerto ad Hanoi incontrammo per la prima volta Đặng Hữu Phúc che ha poi scritto per noi dei pezzi con motivi tratti dal folklore vietnamita. Finora non c’è stata ancora occasione di eseguirli, purtroppo, ma rimane uno dei nostri desideri poiché, nel loro affascinante esotismo, mostrano la maturità di un compositore che ha saputo coniugare una formazione occidentale con la fierezza del carattere nazionale. Prossimamente proporremo in prima mondiale in Svizzera un brano del compositore italo svizzero Fabio Maffei, che conosciamo dagli anni dei nostri studi in Svizzera. Si tratta di una ninna nanna molto suggestiva e impegnativa! Con Tõnu Kõrvits c’è stata subito una grande intesa. Ci ha fatto molto piacere ricevere il suo giudizio entusiasta quando abbiamo eseguito per la prima volta i Notturni a noi dedicati: non immaginava di aver scritto dei pezzi così belli! E in effetti, i suoi quattro notturni sono delle meravigliose miniature evocative. E’ stato molto suggestivo eseguirli in sua presenza, al lume di candela, in un’atmosfera rarefatta in un eremo dell’Isola d’Elba. Attendiamo ora con molta curiosità, impazienza ed emozione “Almanacco” che il Maestro Bruno Canino sta scrivendo per noi.

4. Potete anticiparci qualcosa dei vostri progetti per il futuro?

In programma abbiamo progetti interessanti che ci porteranno a esibirci in Paesi in cui fino ad ora non abbiamo mai suonato. Siamo molto elettrizzate di suonare presto in Russia, per il pubblico moscovita. Lì presenteremo un concerto-evento dedicato al grande regista russo Andrej Tarkovskij, in cui si alterneranno brani musicali, ispirati alle musiche dei suoi film, alla lettura di alcuni scritti di Tarkovskij e alla recitazione di poesie. Ci fa molto piacere e ci inorgoglisce il fatto di essere state invitate nuovamente in Cina, dove ci siamo esibite con successo nell’autunno scorso. L’Oriente è assetato di ogni aspetto dell’arte e della vita d’Occidente. Abbiamo da poco rappresentato l’Italia e Firenze in Giappone in occasione di importanti scambi internazionali. Nel Paese del Sol Levante sono nate per noi nuove possibilità di collaborazione e in un futuro prossimo dedicheremo molte energie a un progetto legato alla poesia e alla musica giapponesi.

Web site: www.duogazzana.com

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