Rai Nuova Musica: Kurtág non basta

rai_nuova_musica_2016Anche quest’anno Rai Nuova Musica si conferma come uno dei cartelloni più interessanti grazie alla sua consolidata capacità di offrire novità insieme ai grandi nomi della contemporanea: Toshio Hosokawa, Kurtág, Ligeti accanto a nomi meno noti al grande pubblico come Luca Mosca, Riccardo Panfili, Orazio Sciortino. Quest’anno, inoltre, si festeggiano i novant’anni di Kurtág, un compositore la cui eredità dobbiamo ancora assimilare davvero. Ma accanto a queste buone notizie ce ne sono alcune meno buone. La prima: le dimensioni del calendario restano ridotte a tre sole date e non sembra che, a distanza di anni, la direzione del festival sia riuscita ad ampliare l’offerta. Venerdì 5 febbraio Marco Angius ha diretto il Settimo concerto per pianoforte e orchestra di Luca Mosca (prima assoluta) accanto a Il viaggio di Er di Orazio Sciortino, Verwandlung 5 di Wolfgang Rihm– un compositore ormai di casa in Italia, ospite qualche anno fa di Mito Settembre musica-, Ferne-Landshaft II di Hosokawa e Syntax di Ivan Fedele. Venerdì prossimo sarà la volta di Jonathan Webb sul podio per dirigere il Doppelkonzert per flauto, oboe e orchestra di Ligeti e la Sinfonia da Requiem op. 20 di Benjamin Britten.

Accanto ai giganti, per così dire, il Danzario di Panfili e Illés che porta in Italia, in prima esecuzione italiana, il brano Tort – szin – tér. Chiude il festival il concerto del 19 febbraio diretto da Olari Elts con un programma denso e dai risvolti letterari: oltre al Doppelkonzert op. 27 n. 2 di Kurtág (Francesco Dillon al violoncello e Emanuele Torquati al pianoforte) sentiremo Testament – Music for orchestra (la versione per orchestra di Testament: Music for twelve violas) di Brett Dean e una bella pagina di Fabio Vacchi, Der Walddaemon. Scene da una romanzo. Dove sono, pero’, gli ospiti stranieri a parte i direttori d’orchestra? Eppure non mancano di certo gli ensemble rinomati in Europa, non tutti a rischio di budget. Si riconferma, anche quest’anno, la tendenza a focalizzare gli interventi economici su Mito Settembre musica lasciando il resto dell’anno nel gelido inverno.

Infine, una considerazione a margine: invece di proporre sempre “nuovi nomi” o “nuove speranze della musica contemporanea” non si potrebbe seguire un filone più chiaro e delimitato? Se ce ne fossero, dirà il lettore. Ma la mancanza di certi criteri di giudizio- quando non si mascheri tale assenza con criteri criptici di natura formale- dipende anche da come si muove la critica musicale, perciò l’assenza sembra doppia (critici e compositori). Il risultato è ambiguo: la curiosità si mescola all’indifferenza, se non al dubbio che la contemporanea stia svanendo in una confusa nuvola di fumo. Non si fa in tempo ad assimilare Beat Furrer o Unsuk Chin che ci vengono proposti altri nomi e altre spoglie di un discorso ormai quasi indicibile…E molto poco servono i remix elettronici nell’atrio di un auditorium. Speriamo di cambiare idea grazie ai concerti di Rai Nuova Musica. (a.d. m.s.)

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2 Comments

  1. Articolo bello e sincero. Il fenomeno delle avanguardie e le poetiche ad esse connesse non ha generato ‘crescendo’ sorprendenti, se non nella qualità notevole di tanti interpreti e in un buon livello medio artigianale. La responsabilità di ciò è ben assortita, dalle scelte degli stessi accademici, dei direttori artistici, le scommesse della società in genere, l’investire sul peggio o sul medio. Ma c’è tanto di significativo da scoprire, persone che operano in zone direi a rischio comunicativo, e non si può aspettare di assimilare tutti i cinquantenni italiani, salvo che non siano veramente e ingiustamente sconosciuti.

  2. Buongiorno Giovanni, grazie per i complimenti e per il tuo interessante commento. Esistono molte realtà “marginali” sulla scena attuale che meriterebbero maggiore attenzione. Per quanto ci è possibile noi di Nomos Alpha proviamo a fare emergere i talenti e a proporre spunti di riflessione, ma molto lavoro è ancora possibile e doveroso fare…Per il momento, ti auguriamo buona lettura e, soprattutto, buon ascolto.

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