Wozzeck: un dramma viennese

jan_lenica_wozzeckAlban Berg compose la prima versione della sua opera più celebre, Wozzeck, tra l’estate del 1917 e la tarda estate del 1919, quando era un soldato di leva. In questo periodo difficile scrive lettere all’amico Anton Webern dove comincia a comprendere quanto il personaggio ideato da Georg Büchner lo riguardi in modo profondo. “Nella sua figura c’è qualcosa che ricorda me in questi anni di guerra, dipendente come lui da gente odiosa, legato, malato, prigioniero, rassegnato e umiliato” scriveva il 7 agosto 1918. Dopo la fine della guerra, la situazione della musica a Vienna era migliorata grazie all’iniziativa di Arnold Schoenberg e di Mahler, e Berg si sentì spinto a collaborare con il suo Maestro affinché la nuova musica, come verrà presto battezzata dalle conferenze di Webern, potesse diffondersi ed essere ascoltata. Ma perché proprio Woyzeck? La vicenda del testo di Büchner, al di là della simpatia che Berg poteva provare per il protagosnista, è già di per sé un romanzo. Dopo la morte dell’autore a soli ventitre anni (1837), il manoscritto esisteva soltanto in forma preliminare e frammentaria. Soltanto trentotto anni dopo il manoscritto, sbiadito e quasi illeggibile, viene ritrovato dallo scrittore Karl Emil Franzos che se ne interessa ma non riesce a metterlo in scena. Prima del 1913, non c’era un teatro dove Wozzeck fosse stato rappresentato. Anche la vicenda reale dell’ex soldato di nome Woyzeck, disprezzato e povero, che aveva ispirato Büchner è emersa soltanto pochi anni prima che Berg decidesse di comporre la musica di scena. Berg si occupò anche del libretto e aveva in mente una certa disposizione delle scene che funzionano, è stato notato, come episodi autonomi e conclusi. Nello stesso tempo, gli episodi sono connessi tra di loro da certe analogie e assonanze sia tematiche che musicali. Qui s’incontra la questione del Leitmotiv- letteralmente, il motivo guida o il tema ricorrente. Berg non ne fa un uso simile a quello di Wagner. Per quest’ultimo, il Leitmotiv doveva pervadere l’intera struttura del dramma, mentre Berg – nonostante l’organico orchestrale non sia affatto limitato- intendeva soltanto dare a ciascun episodio di Wozzeck un aspetto ben determinato e inconfondibile (è una delle differenze tra il poema sinfonico e l’opera lirica del Novecento).

Per quanto strano possa sembrare, il destino dell’opera di Berg non fu tanto negativo quanto quello del suo predecessore letterario. Berg decise di pubblicare a sue spese una riduzione per canto e pianoforte, e a sovvenzionare la pubblicazione si pensò Alma Mahler, vedova del compositore quanto amica intima della famiglia Berg. La qualità musicale dovette, comunque, confrontarsi con un pubblico fatto anche di conservatori che osteggiarono le prime rappresentazioni (la prima del Wozzeck avvenne il 14 dicembre 1925), ma ormai il cammino della nuova musica era iniziato. (m.s.)

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