Progetto Ensemble: intervista con il Quartetto Noûs

Per il progetto Ensemble siamo lieti di ospitare il Quartetto Noûs, il cui nome rimanda al greco antico nóos, ovvero razionalità e intuizione insieme. Ma la classicità è soltanto un aspetto del loro lavoro di interpreti, come gli ascoltatori sempre più numerosi sanno bene.

 

1. Il quartetto Noûs nasce nel 2011 al Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. La vostra formazione deve qualcosa anche alla Musik Akademie di Basilea e alla la Musikhochschule di Lubecca. Potete raccontarci queste ultime due esperienze all’estero? Da quale punto di vista sono state importanti?

Quartetto Nous

photo: L. Montanari

L’esperienza presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano è stata fondamentale per noi, prima di tutto perché ci ha permesso di progredire dal punto di vista tecnico e musicale con gli insegnanti con cui individualmente abbiamo scelto di studiare. In secondo luogo perché abbiamo avuto la fortuna di incontrarci e di scoprire che, fin da subito, l’idea di fare Quartetto con la massima serietà era il più grande desiderio che ci accomunava. Così nasce il Quartetto Noûs. Indispensabile per la nostra crescita è stato l’incontro col Quartetto di Cremona con cui abbiamo studiato presso l’Accademia ‘Walter Stauffer’ di Cremona. Successivamente l’incontro con Reiner Schmidt (Hagen Quartett) a Basilea e con Heime Müller (Artemis Quartett) a Lubecca ci ha permesso di approfondire diversi aspetti stilistico-interpretativi e di entrare in contatto con le più importanti realtà musicali europee. Da quest’anno abbiamo inoltre la fortuna di poter studiare con Günter Pichler (Alban Berg Quartett) presso l’Istituto Superiore di Musica da Camera Reina Sofia di Madrid. L’incontro con grandi personaggi del mondo della quartetto d’archi è per noi fonte di grandi stimoli e motivo di approfondimento e crescita come lo è, d’altra parte, il potersi confrontare con l’esperienza degli altri giovani quartetti.

 2. Avete oggi nel vostro repertorio una bella gamma che va dal classicismo a compositori come Luigi Nono o Thomas Adès. Cominciate a intravedere qualche preferenza, come a volte accade, oppure pensate che la vostra formazione debba rimanere sostanzialmente “eclettica”? 

Avendo affrontato opere di un gran numero di autori appartenenti ad epoche diverse abbiamo certamente maturato delle preferenze e ciò è dovuto al fatto che ci sono pagine del repertorio quartettistico che sono state in grado più di altre di toccare nel profondo il nostro animo. Ad ogni modo la nostra filosofia è sempre stata e rimane quella di essere un quartetto aperto ai più svariati linguaggi e troviamo estremamente interessante poter collaborare con i compositori della nostra epoca.

3. Sappiamo che per voi le prove sono molto importanti e che cercate di suonare insieme il più spesso possibile. Come è organizzato il vostro lavoro di gruppo?

Per noi la costanza nel lavoro è di sicuro uno degli elementi più importanti ed è per questo che abbiamo scelto di vivere tutti nella stessa città, peraltro a distanza di poche decine di metri gli uni dagli altri. Questo ci permette di organizzarci in modo molto semplice e funzionale. All’interno del nostro quartetto vi è inoltre un’equa suddivisione dei compiti per cui ognuno di noi ha le proprie responsabilità e la piena consapevolezza di quanto sia importante e necessario nel gruppo.

4. Quest’anno avete pubblicato un pregevole cd con Amadeus Arte, suonando i ‘Trois pièces pour quatuor à cordes’ di Stravinskij, Haydn e Debussy. Com’è stato ritrovarvi in studio di registrazione, rispetto alla situazione più collaudata del concerto?

Il nostro primo disco è stato realizzato come progetto audio/video sfruttando il meraviglioso contesto dell’Auditorium “G. Arvedi” di Cremona, pertanto abbiamo cercato di riprodurre il più possibile l’atmosfera che normalmente abbiamo in concerto. In genere l’esperienza della registrazione di un disco è sempre molto diversa rispetto a quella del concerto perché si ha la piena consapevolezza di realizzare qualcosa di importante e di indelebile nel percorso del proprio gruppo.

5. Qualche anticipazione sui vostri progetti futuri?

Dal punto di vista discografico nella prima parte del prossimo anno verrà pubblicato un nuovo disco con opere di Webern, Mendelsshohn e Tchaikovsky che uscirà con la rivista Amadeus. Nei prossimi mesi avremo modo esibirci in importanti stagioni in Germania, Inghilterra, Francia e nella seconda parte del 2016 effettueremo una lunga e bellissima tournée in Italia organizzata dal Cidim.

 

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