Maderna compositore europeo: Milano Musica lo celebra

Bruno MadernaBruno Maderna (1920 – 1973) torna a Milano Musica come un “classico” che non smette mai di raccontarsi e di raccontare il Novecento. Dopo il ritratto di Fausto Romitelli (edizione 2014), il festival milanese ha deciso di ritrovare uno dei pilastri del discorso musicale, delle avanguardie italiane tra anni Quaranta e Settanta. Gli anni in cui esordisce Maderna sono anche caratterizzati da un’interrogazione generale sui linguaggi, non soltanto musicali: “Maderna si interroga sul ruolo musicale delle diverse sorgenti sonore, in un momento delicato dello sviluppo della musica tecnologica, nel quale la dimensione elettronica del suono sembrava stringere in un abbraccio mortale la dimensione acustica” ha scritto Giacomo Fronzi nel suo Electrosound. Storia ed estetica della musica elettronica (EDT). “Maderna direttore d’orchestra, Maderna compositore, Maderna esecutore, Maderna maestro. Sotto qualsiasi profilo lo si guardi, egli costituisce un modello esemplare, in quegli anni roventi, di intelligente e lucida attenzione all’apparizione della musica in tutte le sue forme”.

La cifra, forse, più personale del lavoro compositivo di Maderna consiste in una decisa tendenza a preservare il suono da ogni forma di enunciazione superflua, fine a sé stessa, mentre ogni volta l’idea musicale prende forma in modo nuovo e, spesso, sorprendente. Il rapporto tra natura e cultura, quindi, non è rivolto ad azzerare il passato ma, semmai, a integrarlo nel presente (su questo aspetto è utile rileggere l’ormai classico Maderna musicista europeo di Massimo Mila, ristampato da Einaudi). L’elettronica usata come mezzo e mai come fine è, tra le altre cose, anche un modo per ribadire che al centro della musica c’è l’uomo come imperativo etico. Una posizione che, naturalmente, Maderna condivideva con l’amico Luigi Nono e che alimentava anche le attività dello Studio di Fonologia di Milano, almeno per quanto concerne lo stesso Maderna che qui realizzerà alcune celebri composizioni elettroniche (Notturno, Syntaxis) e Luciano Berio.

Alcuni degli appuntamenti offerti da Milano Musica serviranno, forse, a ribadire un altro aspetto del lavoro di Maderna: la sua sensibilità per il canto, in particolar modo il canto degli strumenti a fiato, che non si può accantonare come qualcosa di secondario. Il ritratto di Maderna è, infatti, poliedrico quanto diverse sono le forme che ha scelto di indagare (dall’orchestra al suono di sintesi, dallo strumento solista alla musica per il teatro, etc.) Il programma prevede l’esecuzione domenica 4 ottobre del Concerto per violino e orchestra (1969), con Francesco D’Orazio al violino e sul podio della Filarmonica della Scala Ingo Metzmacher (Teatro alla Scala). La forma del concerto è protagonista anche lunedì 12 ottobre al Conservatorio G.Verdi e, questa volta, si tratta del Concerto per due pianoforti e strumenti (1948). Il brano è accompagnato nel modo migliore da due composizioni di Berio (Linea per due pianoforti, vibrafono e marimba, 6 Encores per pianoforte) e di Franco Donatoni (Cloches III per due pianoforti e due percussionisti). Dal duo all’ensemble, ci si sposta verso la Serenata n. 2 per undici strumenti (1954, rev. 1956) presso l’Auditorium San Fedele (16 ottobre) mentre sabato 17 ottobre sarà la volta di un brano solista, Viola (1971), per viola sola. Intorno a Maderna, durante il mese, una pletora di nomi eccellenti della contemporanea (Stefano Gervasoni, Klaus Huber, Georges Aperghis, Fabio Nieder, Giacinto Scelsi, Romitelli) accompagnerà il pubblico fino all’ultima nota.
Info e programma completo: Milano Musica

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