Aaron Copland: come lavora un compositore?

Nel suo celebre “Come ascoltare la musica”, il compositore americano Aaron Copland si soffermava sui problemi della composizione e metteva in evidenza alcune differenze tra i modi di comporre. Ecco un estratto.

Aaron CoplandMi sono spinto lontano parlando di un astratto compositore davanti a un astratto tema. Ma effettivamente si possono vedere nella storia della musica tre tipi diversi di compositori, ognuno dei quali concepisce la musica in modo alquanto diverso. Il tipo che più infiamma l’immaginazione generale è quello del compositore di ispirazione romantica, il tipo Franz Schubert, in altre parole. Tutti i compositori sono ispirati, ma questo è ispirato più spontaneamente. La musica zampilla da lui. Quasi non può giungere in tempo a fermarla sulla carta. Si può identificare questo tipo dalla sua prolifica produzione. In certi mesi Schubert scrisse un Lied al giorno. Così Hugo Wolf. In un certo senso uomini di tal genere non incominciano con un tema, ma con una composizione finita. Essi, senza eccezione, raggiungono i migliori risultati con forme brevi. E’ più facile improvvisare una canzone che una sinfonia. Non è facile essere ispirati con tale spontaneità per lungo tempo e in estensione. I maggiori successi di Schubert stesso sono da ricercare nelle più brevi forme musicali. L’ispirato artista spontaneo è soltanto un tipo di compositore, con i suoi limiti. Beethoven è il simbolo del secondo tipo, che può essere chiamato il tipo costruttivo. Questo tipo esemplifica la mia teoria del processo creativo in musica meglio di ogni altro, perché in questo caso il compositore incomincia veramente con un tema musicale. Non v’è dubbio in ciò per Beethoven, poiché abbiamo i suoi quaderni d’appunti musicali. Da essi possiamo vedere come lavorava i temi, come non li abbandonava finché giungevano a quella perfezione cui egli poteva giungere. Beethoven non fu affatto un compositore ispirato nel senso di Schubert. Era del tipo che incomincia con un tema, che produce un’idea germinale e su questa costruisce giorno per giorno laboriosamente. Dal tempo di Beethoven la maggior parte dei compositori appartiene a questa seconda categoria. Chiamerò il terzo tipo di creatori, in mancanza di migliore denominazione, quella dei tradizionalisti. Vi appartengono uomini come Palestrina e Bach. Ambedue esemplificano quel genere di composizione, nato in un periodo particolare della storia della musica, in cui un certo stile sta per raggiungere il suo pieno sviluppo. Il problema è allora di creare in uno stile ben noto e accettato e di portarlo a una altezza mai raggiunta prima. Beethoven e Schubert sono partiti da premesse diverse. Ambedue possono vantare fondati diritti all’originalità. Schubert infatti è il creatore di Lieder in sé compiuti; dopo Beethoven l’intero volto della musica è mutato, mentre Bach e Palestrina hanno fatto progredire quanto era stato fatto prima di loro (…)

Si può aggiungere, a titolo di completamento, un quarto tipo e cioè il compositore pioniere: uomini quali Gesualdo da Venosa nel XVII secolo, Musorgskij e Berlioz nel XIX, Debussy e Edgar Varèse nel XX. E’ difficile riassumere i sistemi di composizioni di un gruppo così vario. Si può dire che il loro contatto con la creazione musicale è l’opposto del tipo tradizionale. Essi si oppongono a soluzioni convenzionali dei problemi musicali. Il loro atteggiamento è, in ogni senso, sperimentale: nuove armonie, nuove sonorità, nuovi principi formali. Il tipo pioniere fu caratteristico della fine del XVII secolo e anche del principio del XX; è assai meno evidente oggi”.

Tratto da: Aaron Copland, Come ascoltare la musica, ed. Garzanti 2001.
Traduzione di Maria de Furlani.

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