Edimburgh music festival: dal minimalismo ai misteri celtici

Edinbugh_festival_logoSi apre con una spettacolare rappresentazione di Harmonium (7 agosto) l’edizione 2015 del festival musicale di Edimburgo, in omaggio a John Adams e al suo spirito universale. Harmonium (1980-1981), infatti, è un’opera corale ispirata alle poesie di John Donne e di Emily Dickinson, due grandi ascoltatori del messaggio cosmico. Il programma del festival, che apre con questo maestoso scenario sonoro (scenografia e illuminotecnica a cura di 59 Productions), si concentra su alcuni punti focali: la cultura mitteleuropea (Strauss, Brahms) e la musica da camera. Ma come sempre, le scelte non sono né casuali né banali. I sentieri già battuti lasciano il posto, a Edimburgo, a programmi studiati per appassionare il pubblico colto. La BBC Scottish Symphony Orchestra si addentrerà nei meandri dell’autobiografia musicale con Ein Heldenleben di Richard Strauss, un’opera introspettiva e di non facile approccio. E’ possibile, come fece a suo tempo Berlioz, raccontare la vita di un artista con i suoni dell’orchestra? Quanto incide il contenuto sulla forma musicale? Queste domande hanno trovato, nel corso del tempo, risposte diverse. Dopo la stagione del poema sinfonico, si può dire che il filone “autobiografico” si è esaurito ma non è morto del tutto…Il concerto della BBC Scottish Symphony Orchestra (8 agosto) accosta Strauss a Brahms – un altro compositore del dubbio interiore-, lasciando al pubblico alcuni enigmi da risolvere oltre il piacere dell’ascolto.

Se la musica da camera sta conoscendo negli ultimi anni un grande revival, dopo i fasti del sinfonismo, lo si deve anche a Chilly Gonzales e alla sua esuberante creatività. Mescolando classica, pop, videoclip, ambient music e una vena minimalista ricca di ironia, Gonzales tenta una via d’uscita dalla crisi musicale dei nostri tempi, provocando l’immaginazione di un pubblico ormai esautorato di stimoli. Operazione riuscita? Lasciamo al pubblico il giudizio finale, naturalmente. Mentre di tutt’altro genere è il concerto offerto dal pianista Rudolf Buchbinder, dedicato alle sonate di Beethoven (una bella e accurata scelta che comprende: Sonata in fa minore op. 2 n. 1, Sonata in fa diesis op. 78, la celebre Sonata in re minore op. 31 ‘Tempesta’ e la Sonata in Mi bemolle op. 31 n. 3). Immancabile, in questo contesto, l’appuntamento con la musica celtica (9 agosto) in compagnia di Jordi Savall, Martin Hayes (violino), Dennis Cahill (chitarra), Andrew Lawrence-King (arpa irlandese) e Frank McGuire (percussioni). (m.s.)

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