Il leone danzante di Anne Teresa de Keersmaeker

violin_phaseDopo Pina Bausch, Merce Cunningham e Carolyn Carlson, il leone d’oro alla carriera della Biennale Danza di Venezia quest’anno viene consegnato a Anne Teresa de Keersmaeker, la coreografa di origine belga autrice di molte coreografie moderniste. Ciò che contraddistingue ormai da diversi anni il lavoro di de Keersmaeker è un’attenzione particolare per la partitura musicale, un amore per il suono che non è un fatto così scontato tra i coreografi. D’altra parte, nasce come musicista e soltanto in seguito si darà anima e corpo alla danza. Basti pensare che due dei suoi ultimi progetti s’intitolano, guarda caso, Vortex temporum e Verklärte Nacht. Come dire, un omaggio dichiarato a Gerard Grisey (Vortex temporum è uno dei brani di Grisey più conosciuti) e Arnold Schoenberg…Ma il dialogo con la musica era iniziato già nei primi anni Ottanta sotto la stella del minimalismo americano. A quel tempo Steve Reich stava mettendo a punto il suo Piano Phase, un brano emblematico della concezione minimalista del tempo musicale, scandito da una sottile e quasi trascendente scomposizione della melodia. Una melodia che è ritmo puro, assoluto, processo e variazione infinita. La scena in cui il corpo avrebbe danzato quella musica moderna e priva di pathos era già nella mente di Anne Teresa, una ventenne “arrabbiata” che, all’inizio della sua carriera, lavorava esclusivamente con una compagnia femminile. Il suo pensiero sulla danza era ormai definito: la ripetizione modulare applicata ai movimenti del danzatore, in sintonia con l’avanguardia musicale del suo tempo. E’ in questo clima rovente che nasce Fase, definito da lei stessa come “quattro movimenti sulla musica di Steve Reich”. Il soggiorno a New York ha dato presto i suoi frutti. Dopo l’eco internazionale suscitata da quest’opera, Anne Teresa fonda la compagnia Rosas (1983), con la quale affronterà molte sfide e progetti dove la musica continuerà a giocare un ruolo duplice: oltre che semplice colonna sonora per la coreografia, diventa un testo da interpretare e da rilanciare in forma danzante.

Bartók/Aantekeningen (1986) e Heiner Müller’s triptych (1987) testimoniano, oggi, di un rapporto sempre più intenso con il testo musicale, fino a fondere in un’unica scena i compositori minimalisti e il fantasma di Chopin in Mikrokosmos-Monument Selbstporträt mit Reich und Riley…Con il passaggio alla Royal Opera De Munt/La Monnaie di Bruxelles, la compagnia di de Keersmaeker allarga i suoi orizzonti sia coreutici che musicali: appaiono lavori come Mozart Concert Arias (Festival di Avignone, 1989) in collaborazione l’Orchestra degli Champs Elysées diretta da Philippe Herreweghe e, successivamente, Toccata su musiche di J.S.Bach. L’approdo alla classicità, però, non modifica nel profondo le coordinate del discorso di de Keersmaeker che rimane ancorata alle sue trasgressioni originarie. E’, invece, con l’interesse per la musica contemporanea che qualcosa di diverso accade sulla scena: Verklärte Nacht si basa su alcune parti scelte della partitura di Schoenberg e non ha più i connotati delle prime coreografie, anzi appare come un primo dialogo con la tradizione espressionista (seguiranno lavori su musiche di Berg e, in generale, sulla musica sinfonica tra Otto- e Novecento, sempre con un forte interesse per l’innovazione formale e timbrica, da John Cage a Magnus Lindberg). (v.s.)

 

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