L’arte discreta di Joachim Raff

Raff-CD-NaxosNon sappiamo se Joachim Raff sia stato un uomo felice, ma la sua musica ha conosciuto senz’altro il successo e, meglio ancora, una certa “felicità” in quanto forma. Nato in Svizzera da genitori tedeschi, Raff studia da autodidatta mentre insegna nelle scuole svizzere. Quando si sente pronto per ricevere il giudizio di un musicista dell’epoca, invia alcune composizioni a Felix Mendelssohn che non esita a raccomandarne la pubblicazione. Gli incontri musicali importanti avvengono però qualche anno dopo: a Weimar (1845) Raff ascolta un concerto di Franz Liszt, e ne rimane così colpito che decide di non lasciare più il sentiero tracciato dal celebre pianista. Divenuto assistente di Liszt dal ’50 al ’53, dopo un promettente incontro con il direttore d’orchestra Hans von von Bülow (ben noto sostenitore di Liszt e di Wagner), Raff ha modo di studiare da vicino le idee dell’apostolo della musica romantica e di aiutarlo nell’orchestrazione di alcuni poemi sinfonici. Lo spirito illuminato di Raff si farà conoscere quando riuscirà anche nell’impresa di insegnare al conservatorio di Francoforte sul Meno, dove inviterà alcuni eminenti musicisti dell’epoca, tra cui Clara Schumann.
Era stato proprio Robert Schumann, qualche decennio prima, a elogiare l’opera di Raff dalle pagine della sua rivista Neue Zeitschrift für Musik. Il cammino di Raff come compositore sembra, specialmente oggi, di una disarmante linearità: partito da autodidatta, senza mai uscire dai confini della società tedesca, Raff si colloca come una personalità di spicco in un mondo ormai sollecito verso i nuovi accordi e verso una revisione sempre più aggiornata della musica sinfonica. Non era l’epoca tormentata di Schubert e l’eco di Chopin o di Berlioz arrivava smorzata in un contesto sociale che ricorda più lo spirito virtuoso di un Mendelssohn che non la nostalgia di Chopin. Oggi l’opera di Joachim Raff ritrova una nuova veste interpretativa grazie alla pianista Tra Nguyen che ha inciso in cinque CD (Naxos) l’integrale per pianoforte. Il volume quinto, in particolar modo, accosta il ciclo Blãtter und Blüten op. 135a alla Sonata Op.14, l’ultima composizione rivista un anno prima della morte da Raff e che risente, più di altri brani, dell’influsso di Beethoven e di Bach (diversi anni fa anche la pianista Valentina Seferinova si è cimentata nell’incisione di questo brano nella sua versione definitiva del 1881). Parlando della raccolta Blãtter und Blüten, la critica ha avuto buon gioco a evocare il mondo intimista di Schumann, anche grazie alla delicatezza dei temi e alle numerose analogie armoniche che fanno del ciclo uno dei più riusciti e accattivanti di Raff.  (a.d.)

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