Classici del Novecento

Quanto siamo disposti a riconoscere alle opere del Novecento i connotati della classicità? Anche se il ‘900 è ormai alle nostre spalle, spesso ne ignoriamo le conquiste musicali più importanti. Questa rubrica intende offrire informazioni e qualche elemento critico per valutare l’importanza dei lavori di compositori come Stravinsky, Schoenberg, Poulenc, Britten, Bernstein e molti altri. In particolar modo, la produzione teatrale dei compositori patisce le scelte di molti teatri, italiani e non solo, poco propensi ad accogliere opere di musica “contemporanea” o, semplicemente, “moderna”. Il secolo che si è concluso ha lasciato molti capitoli interessanti da esplorare, alcuni molto noti e altri quasi sconosciuti.

 

John Cage - 4'33''Era il 29 agosto 1952, quando il pianista David Tudor si mise seduto, chiuse il coperchio del pianoforte e non suonò niente. Era il primo movimento di 4’33”, il cui titolo indicava anche la durata complessiva della composizione. Alla fine del brano, l’interprete si alzò e fece un inchino. Semplice provocazione nei confronti dell’establishment della musica classica, oppure qualcosa di meno ovvio che coinvolge la nostra capacità di ascoltare? Scherzo avanguardista o saggio di filosofia del tempo? Continua a leggere

 

 

 

West Side Story

West Side StoryE’ stato uno dei capitoli più importanti del rinnovamento musicale in America, in grado di mettere insieme sulla stessa scena musica classica, jazz e cultura popolare. Dopo il debutto teatrale è diventato anche un celebre film di Robert Wise. Stiamo parlando, naturalmente, di West Side Story (1957). Un compositore ambizioso (Leonard Bernstein), un coreografo spietato (Jerome Robbins), un gruppo di giovani ballerini disposti a tutto: nasceva così il musical che ha segnato l’epoca di Kennedy. Continua a leggere

 
 

 

Bartók: il Mandarino meraviglioso

BartokSesso, droga e…No, non si tratta di rock an’ roll. E’ un balletto del 1919, autore delle musiche Bela Bartók (1881-1945). La vicenda narrata potrebbe benissimo essere tratta da uno dei tanti film dove si agitano personaggi equivoci e la violenza è frequente quanto ordinaria. In un’oscura periferia cittadina, tre malviventi costringono una ragazza ad adescare i passanti a scopo di furto. Dopo le prime vittime, un vecchio languido e un giovane molto timido, la ragazza si trova davanti alla figura inquietante di un mandarino cinese. Sarà lui a cambiare le sorti della donna e della storia. Continua a leggere

 
 

 

Wozzeck: un dramma viennese

Berg_Wozzeck_01Alban Berg compone la prima versione della sua opera più celebre, Wozzeck, tra l’estate del 1917 e la tarda estate del 1919, quando era un soldato di leva. In questo periodo difficile scrive lettere all’amico Anton Webern dove comincia a comprendere quanto il personaggio ideato da Büchner lo riguardi in modo profondo. “Nella sua figura c’è qualcosa che ricorda me in questi anni di guerra, dipendente come lui da gente odiosa, legato, malato, prigioniero, rassegnato e umiliato” scriveva il 7 agosto 1918. Dopo la fine della guerra, la situazione della musica a Vienna era migliorata grazie all’iniziativa di Arnold Schoenberg e di Mahler, e Berg si sentì spinto a collaborare con il suo Maestro affinché la nuova musica, come verrà presto battezzata dalle conferenze di Webern, potesse diffondersi ed essere ascoltata. Continua a leggere

 
 

 

Strauss: Salome fin de Siècle

salome_thumbGraz, Austria, 1906. L’opera Salome (titolo senza accento, secondo il libretto di Hedwig Lachmann) ha già avuto un certo successo di scandalo ma, nella piccola cittadina austriaca, verrà ascoltata da un pubblico particolare, dato che l’ultima opera di Richard Strauss si sono mobilitati Gustav Mahler e sua moglie Alma, Giacomo Puccini, Alban Berg, Schoenberg e suo cognato Alexander Zemlinsky. L’origine letteraria è ben nota: la Salomé di Oscar Wilde aveva avuto modo di fare il suo ingresso nella società letteraria nel 1891, accompagnata dalle efficaci illustrazioni di Aubrey Bearsley, destando perplessità se non orrore per quel misto di erotismo e necrofilia che, a dire il vero, attraversa tutto il movimento dell’Art Nouveau e non soltanto le fantasie wildiane. Continua a leggere

 
 

 

Alban Berg nel segno di Wedekind

lulu-alban-bergLulu è un’opera decisiva nella carriera di compositore di Alban Berg. Se la prima rappresentazione avvenne a Zurigo nel giugno del ’37, priva del terzo atto rimasto incompiuto, in seguito Lulu troverà la sua struttura definitiva grazie alla ricostruzione filologica di Friedrich Cerha verso la fine degli anni Settanta (la notizia farà il viaggio del mondo, naturalmente, per approdare anche in uno scritto di Pierre Boulez, intitolato “Lulu: la seconda opera”, al quale attingeremo in questo articolo). Continua a leggere

 
 

 

Oedipus Rex: mutazioni tragiche di Stravinskij

Stravinsky-Oedipus-RexNelle Cronache della mia vita Stravinskij racconta che, tornando da Venezia nel settembre 1925, si era fermato a Genova dove aveva comprato una vita di San Francesco d’Assisi. La lingua familiare per Francesco era l’italiano, ma, osserva Stravinskij, “nelle occasioni solenni, per esempio nella preghiera, egli faceva uso del francese (provenzale? Sua madre era provenzale). Ho sempre pensato che per le cose che riguardano il sublime occorra un linguaggio speciale e non quello usuale”. Continua a leggere

  

 
La Voix humaine

la_voix_humaineL’immagine del compositore Francis Poulenc (1899-1963) è legata al periodo degli anni Venti-Trenta in Francia, quando faceva parte del Gruppo dei Sei (insieme a George Auric, Louis Durey, Honegger, Milhaud e Germaine Tailleferre). Anche se la maggior parte delle opere di Poulenc restano legate alla concezione estetica formulata, a quel tempo, da Jean Cocteau, non dobbiamo dimenticare che durante la sua carriera sono apparse opere che si allontanano, almeno in parte, dal canone “neo-classico”. Continua a leggere

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